LA RIVISTA OMIOPATICA di Gioacchino Pompili da Spoleto

IL MEDICO OMEOPATA n. 91 (Marzo 2026)
Dott. Gustavo Dominici

Gioacchino Pompili, omeopata di Spoleto, dà vita nel 1855 ad una rivista che verrà pubblicata ininterrottamente per 52 anni. Una rivista importante, a respiro internazionale, che ha come collaboratori i migliori omeopati italiani. Una enorme quantità di materiale che la Fondazione Negro ha iniziato a pubblicare. Sono usciti due dei trenta volumi dell’opera. Una operazione imponente, coraggiosa e preziosa, per chi saprà trarne profitto. E’ esistita anche la Golden Age omeopatica italiana, ce l’abbiamo sotto i nostri occhi, non guardiamo sempre e solo fuori di noi.

GIOACCHINO POMPILI

Nasce a Giano dell’Umbria il 1° luglio 1812. E’ un Carbonaro, ai tempi della costruzione dell’Italia, un idealista rivoluzionario. Si riunivano a Spoleto: Carbonari, Guelfi, Unione ladina, Patrioti europei, Filadelfi, tutti i più caldi ed intrepidi apostoli dei grandi ideali conobbero, e quasi sempre col sacrificio, santificarono l’eroica poesia della cospirazione. E’ chiaro sin dall’inizio di che tempra fosse fatto Gioacchino. Studi liceali nel Seminario di Spoleto, poi Medicina a Roma. Eclettico, si occupa di riviste a scopo sociale: medico colto e patriota.

Nel frattempo l’Omeopatia si diffonde nella penisola, grazie all’impulso iniziale delle truppe austriache. Anche i Papi del tempo (Gregorio XVI e Pio IX) sono interessati e spesso curati con l’Omeopatia. Pompili nel 1849 viene eletto rappresentante della Repubblica Romana, ma la restaurazione pontificia lo fa tornare a Spoleto, sua città d’origine (Giano dell’Umbria è un paese vicino), portando in sé la grande delusione per la politica. E così tutta questa energia viene totalmente indirizzata verso un altro grande amore: l’Omeopatia. Dal 1850 si dedicherà solo ed esclusivamente a questa unica passione. E con che intensità!

Il colera del 1855 lo vede in prima linea come omeopata a Spoleto.

Nel 1855 fonda la Rivista Omiopatica, periodico medico-scientifico, che in breve diventerà una straordinaria sede di confronto e scambio tra medici omeopatici di tutto il mondo. La rivista prosegue ininterrottamente la pubblicazione per 52 anni, fino al 1907, gli ultimi 5 anni sotto la direzione di Enrico Perabò. Gioacchino Pompili si spegne il 19 marzo del 1902.

Il nostro eroe – e qui il termine è ineludibile – traduce ed è autore di numerose altre opere, una lunghissima lista, fra cui Medicina Omeopatica Domestica di Costantino Hering.

RIVISTA OMIOPATICA

Nel luglio del 1855 nasce, quindi, a Spoleto, dai torchi di una storica tipografia, il primo numero della Rivista Omiopatica. Fin dagli esordi diventa un importante organo di informazione medico-scientifica e già dai primi numeri ha uno sguardo internazionale pubblicando articoli tradotti dal British Medical Journal, l’Hahnemann Monthly, la Gazzetta universale di Lipsia e molti altri. Prima di essa numerosi altri tentativi di pubblicazione di riviste e giornali omeopatici erano falliti, buone idee senza durata nel tempo. Gioacchino Pompili studia questi fallimenti per non ripetere gli errori.

La rivista sarà sempre stampata a Spoleto. Nei primi due anni le pubblicazioni hanno una periodicità quindicinale, il 15 e il 30 di ogni mese. Prima come forma di giornale, dal 4° anno di fascicolo. Dal 1869 diventa mensile e dal 1893 bimestrale, sino alla sua cessazione. Diventa sempre più moderna e maneggevole e compare anche la pubblicità, non sempre riguardante l’Omeopatia, probabilmente per esigenze di cassa, così come i numerosi solleciti ai pagamenti degli abbonamenti.

I contenuti della rivista sono stimolanti ed attuali, non materiale per studiosi e storici. Clinica, materia medica, dottrina, lettere, comunicazioni, dibattiti, la lettura è avvincente. Si potrebbe studiare l’Omeopatia su questi volumi. L’intensità, la passione, l’ardore che trasuda da queste pagine fa rivivere un qualcosa forse un po’ smarrito. No, non sono libri da collezione, ma di apprendimento e di stimolo.

L’IMPRESA EDITORIALE

Poche sere fa ero a cena con Francesco Negro – ci lega una lunga amicizia – e mi portava in dono il secondo volume, uscito con una rapidità sorprendente, a ridosso del primo, che non ero riuscito ancora a recensire. Mi comunicava, con un sorriso ineffabile, che certamente non avrebbe visto in vita la stampa di tutti e 30 i volumi, tanto è gigantesca l’opera. Ho sempre avuto una particolare ammirazione per chi inizia opere con la certezza che non ne vedrà la fine, è la migliore espressione di un lavoro fatto per il beneficio altrui – dei posteri – e ha in sé grande motivazione e generosità, oltre al coraggio. Iniziare un’opera così imponente in una fase in cui tutto deve essere completato subito che altrimenti scade, che il materiale risulta sempre essere molto deperibile: complimenti Francesco di occuparti di cose che non temono lo scorrere del tempo! Certe conoscenze vanno portate alla luce, così come la Legge dei Simili, non hanno età, non hanno scadenza. Il lavoro immane di 52 anni di appassionato e sapiente impegno non poteva rimanere nascosto. Non sottovalutate quest’opera.

Infine, una suggestione personale, inevitabile. Un medico omeopatico di Spoleto, la mia città di origine dove ho vissuta quasi 40 anni, che fonda una rivista e la porta avanti con tenacia, così tanto tempo, mi suscita un’intensa commozione mista a stupore. Magari in quei vicoli stretti e tortuosi ho respirato qualcosa di Gioacchino Pompili, che spero non mi abbandoni mai, fino alla fine.


FONDAZIONE NEGRO
(M. Annibalini, M. Marchi, F. E. Negro, F. Rosetti)
Archivio Gioacchino Pompili RIVISTA OMIOPATICA (Vol. I e II) Editore IL FORMICHIERE Pag. 425 + 306 – € 30 + 30


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