Un caso di poliartrite grave curato con l’omeopatia

Un caso di poliartrite grave curato con l’omeopatia

 

IL MEDICO OMEOPATA n. 80

Dott. Gustavo Dominici

RIASSUNTO
L’Autore presenta un caso clinico di poliartrite grave con febbre elevata in una paziente molto anziana e debilitata. Una visita omeopatica rileva i sintomi più evidenti, intensi e caratteristici che permettono la risoluzione del caso. La paziente guarisce, ma si ritrova in una condizione di inabilità grave, con impossibilità a camminare e perdita quasi totale della funzione degli arti superiori. Una nuova prescrizione ne permette la restitutio ad integrum, persino migliore della condizione
precedente la patologia. Il metodo omeopatico si conferma come la migliore
possibilità di restaurazione rapida, dolce e duratura della salute, ossia la rimozione del male nella sua totalità nel modo più rapido, più sicuro ed innocuo.¹

PAROLE CHIAVE
Poliartrite – Arnica montana – Inabilità – Plumbum metallicum – Guarigione

SUMMARY
The Author shows a case of severe polyarthritis with high fever in a elderly and debilitated patient. A homeopathic consultation detected the most evident, intense and characteristic symptoms that allowed the case to be solved. The patient recovered, but she found herself in a state of severe disability, with inability to walk and almost total loss of function of the upper limbs. A new prescription allowed the restitutio ad integrum: she got even better than before the onset of illness. The homeopathic method proves itself as the best chance of a quick, gentle and lasting restoration of health, that is, the removal of evil in its totality in the fastest, safest and most harmless way. ¹

KEYWORDS
Polyarthritis – Arnica montana – Disability – Plumbum metallicum – Healing

INTRODUZIONE
I pazienti che ci danno fiducia fortificano il nostro animo e creano l’atmosfera migliore per l’atto terapeutico. Nonostante ciò alcune situazioni risultano molto delicate – se ne abbiamo la piena consapevolezza clinica – e magari vorremmo venirne sollevati: Dottore, stavo troppo male, mi sono spaventata, ho deciso di rivolgermi ad altri! Ciò crea dispiacere, ma alleggerisce da pesi troppo difficili da sostenere. Con la Medicina Omeopatica sappiamo di avere a disposizione un metodo altamente efficace, contemporaneamente sappiamo che per innescare la guarigione necessitiamo di alti livelli di lucidità e precisione. Questa difficoltà non è sempre facilmente sostenibile.

Eppure le scelte o le circostanze alcune volte ci fanno essere lì, da soli, col paziente gravemente malato che ci guarda implorante ed i familiari che confidano in noi. A quel punto meglio scrollarsi di dosso ogni perplessità ed osservare ciò che si ha davanti. Semplicemente osservare. Il più delle volte si rimane sbalorditi dall’evidenza dei sintomi e dalla semplicità della conseguente scelta terapeutica. Ciò che ci serve è lì, davanti a noi, se abbiamo il coraggio di vederlo. Tutto qui? Si, tutto qui.

MATERIALI E METODI
Il metodo terapeutico è quello peculiare dell’Omeopatia Classica detta anche Hahnemaniana o Unicista. La visita medica, con esame obiettivo e relativa diagnosi, viene completata con la ricerca della sintomatologia fisica e mentale caratteristica del paziente, non necessariamente relativa alla malattia per la quale il paziente viene a visita. Il quadro clinico
globale così ottenuto viene confrontato con il quadro patogenetico-clinico dei rimedi omeopatici conosciuti per individuare quello più simile. Tale rimedio, detto simillimum, costituisce di fatto la terapia e viene prescritto a potenza varia ed a diversa frequenza di somministrazione. Per
facilitare l’individuazione del rimedio si fa uso del repertorio omeopatico informatizzato che permette un veloce confronto fra i sintomi del paziente ed i numerosi rimedi possibili.

IL CASO CLINICO
Donna di anni 86.
Persona energica, decisa, tende ad imporsi, a fare la sua volontà.

ANAMNESI REMOTA E PROSSIMA
In terapia omeopatica da quasi 12 anni per:

  • Iperglicemia
  • percolesterolemia
  • Artrosi diffusa
  • Discopatie lombari
  • Battiti ectopici ventricolari con crisi di fibrillazione
    atriale.
  • Gammopatia monoclonale.

Assumeva Atorvastatina 10 mg e vari integratori, farmaci poi gradualmente sospesi.
Al momento nessun trattamento convenzionale.
Durante questi anni la paziente ha perduto suo marito. Vive sola a 700 km dalle sue tre figlie, per badare alle sue proprietà. Non sente ragione di trasferirsi, pur andando avanti a malapena.

Soffre spesso per:

  • Astenia, dolori artrosici, debolezza muscolare
  • Sbandamenti, instabilità.
  • Palpitazioni a volte associate a crisi ipertensive.
  • Gonfiori ed eruzioni, crisi orticarioidi.
  • Insonnia, condizione ansioso-depressiva.

Negli anni ha assunto:

  • Aconitum napellus.
  • Ruta graveolans.
  • Arnica montana.
  • Aurum metallicum.
  • Cuprum metallicum
  • Ferrum metallicum
  • Digitalis purpurea
  • Carbo vegetabilis
  • Conium maculatum

Ha scelto di operarsi per tunnel carpale destro nonostante il parere sfavorevole del suo terapeuta, che l’ha convinta – con difficoltà – a non operarsi di Morbo di Dupuytren. Tre dita a scatto sono state guarite da Cuprum metallicum. La gammopatia negli anni è rimasta invariata.

La paziente è molto soddisfatta della terapia, ha fiducia, chiama spesso, vorrebbe sempre stare meglio di come sta. «Accontentarsi» del suo stato, quando discreto, è una con- dizione che non la sfiora minimamente.

Preoccupata per le sue tre figlie, persino angosciata per le loro vicende affettive.

E’ in cura da un osteopata o seguita con il metodo Feldenkreis. Quando può partecipa a trekking con il CAI.
Non intende vaccinarsi contro il Covid, con la solita forte decisione.

22 GIUGNO 2021 – In studio
E’ in buone condizioni, le migliori possibili.
Trascorrerà 3 mesi nella sua casa vicina ai suoi agrumeti; chiamerà più volte lamentando debolezza e dolenzia articolare diffusa. Una condizione molto frequente.
Si prescriverà Carbo vegetabilis 30CH e poi 200K, con scarsi risultati, al contrario del passato.
In settembre risale a Roma e viene alla visita.

21 SETTEMBRE 2021 – In studio
Sono sulla via della fine! (Accenno al pianto)
Non muovo più le mani, non posso fare più nulla.
Non posso piegare la gamba destra a causa dei problemi al ginocchio … Non posso girare le braccia indietro, sono come bloccata. Non riesco a muovermi da sola.
Non ho forza, mi trascino, pesantezza alle spalle … i movimenti … non riesco a sollevarmi.

In effetti la paziente ha poca forza alle mani, cammina in- certa, ma quel che colpisce è un profondissimo avvilimento.
Gliene chiedo la causa – molte altre volte ha avuto problemi reumatici vissuti diversamente – e mi risponde che la causa sono dei dissapori in famiglia.

Piange sommessamente, manifestazione non comune per lei. Estrema angoscia, che sembra sproporzionata rispetto ai fatti.
IGNATIA AMARA 200CH

1° OTTOBRE 2021 – In studio
Le chiedo di tornare vista l’assenza di miglioramento e la difficoltà a prescrivere.
Con le articolazioni sto uguale o peggio!
Ho il fuoco ai polsi, alle ginocchia, al collo. (Le articolazioni sono calde)

Alle spalle è come se avessi due chiodi!
Come se avessi una palla al collo che mi impedisce di alzare la testa. Non ho più forza alle mani.
T 37-37,2°C (in aumento)

EXTREMITIES – PAIN – Joints – burning: (26) abrot. ant-t. apis ars. bell. Carb-v. Caust. colch. guaj. guare. hist. ign. ka- li-c. Mang. mang-act. merc. Nat-c. nat-n. Nit-ac. olib-sac. Plat. Rhus-t. sabin. sulph. thuj. zinc.

CAUSTICUM 30CH 3 granuli x 4/die

Le seguenti 48 ore la situazione migliora, la paziente ri- prende le forze ed i dolori diminuiscono. Poi le condizioni precipitano (telefonica):
T da 39°C a 39,5°C

Ho il fuoco nel corpo!
Sento caldo, come un fuoco.
Con la febbre alta la bocca si asciuga.
Le figlie aggiungono che la paziente non ha più energie, è stremata, sembra stia per cedere definitivamente.

Precedentemente avevo chiesto una visita reumatologica. Il collega prima diagnostica una poliartrite e prescrive cortisonici, che la Paziente non assume, poi afferma che la temperatura è troppo elevata e non sa con certezza la causa di tutto ciò.
Mi scorre per la mente la possibilità che la gammopatia si sia trasformata in mieloma multiplo. Con dispiacere chiedo che la paziente venga ricoverata, la situazione clinica è grave e rischiosa.

Le figlie cercano la clinica migliore, l’accompagnano. Causa Covid – per la quale la paziente ha già fatto un tam- pone risultato negativo – la fanno salire da sola. Viene interrogata in malo modo circa il tipo di tampone effettuato. Lei non ricorda (anni 86, T oltre 39°C!).
Insistono con veemenza, non le permettono di chiamare la figlia che è in sala d’attesa. Affermano che c’è un protocollo da rispettare. La paziente inferocita inizia ad urlare, vuole andarsene; si oppongono; li accusa di sequestro di persona. Torna a casa.
Il giorno successivo sono da lei.

QUADRO CLINICO
Temperatura sempre elevata, intorno ai 39°C.

ESTREMA DEBILITAZIONE: Non ho più la forza di fare nulla!
Molta debolezza se cerca di mangiare e anche dopo mangiato. Desidera succhi di frutta. Desidera cibi caldi.
Muovendosi ha eruttazioni.
Con la febbre aumenta proporzionalmente il dolore alle articolazioni: caviglie, ginocchia, polsi, collo.
Durante i dolori viene colta da un senso di disperazione. NON PUO’ ESSERE TOCCATA, persino sfiorata, che URLA DAL DOLORE.
Strilla se una parte del corpo ne tocca un’altra, ad esempio il ginocchio che tocca l’altro.

La mia esperienza in casi molto gravi, in cui non c’è tempo disponibile né margine di errore possibile, mi suggerisce di rilevare ESCLUSIVAMENTE i sintomi evidenti, intensi e caratteristici e cercare il rimedio omeopatico che li ha nella sua patogenesi.

La paziente è spossata, dolorante, non sopporta il minimo tocco che le causa gemiti dolorosi.

REPERTORIZZAZIONE 2
1. MIND – TOUCHED – aversion to be 2. MIND – SHRIEKING – touched, when

ARNICA MONTANA può essere riassunta dalla triade: 1. DOLORI
2. AVVERSIONE – PAURA, TERRORE – AD ESSERE

TOCCATI CHE CAUSA DOLORE 3. SPOSSATEZZA

Nessuna diagnosi differenziale:
ARNICA MONTANA 30CH – 3 granuli ogni 4 ore

FOLLOW UP
La temperatura gradualmente scende, i dolori migliorano, riprende le forze.

Il 26 Ottobre, dopo 10 giorni: ARNICA MONTANA 200K

9 Novembre 2021 – In studio

La situazione è nettamente migliorata, la febbre scomparsa, la paziente fuori pericolo.
I parametri vitali sono normali: PA, FC, SO2.
Il dolore al tocco molto diminuito.

La mano destra e le articolazioni sono gonfie, ha pochissima forza ed è quindi quasi inabile.
I polsi bruciano.
Cammina a stento appoggiata ad un bastone e sorretta da qualcuno.

Freddolosa. Stanca. Peggiora con l’umidità.

Come se avessi spalle e collo bloccati.
Come se avessi una pallina fra collo e testa che non mi permette di muovermi.
Al mattino alzandomi ho palpitazioni, che migliorano in tarda mattinata.
Dormo tanto, anche troppo.
ARNICA MONTANA MK

Nel mese successivo le condizioni della paziente continuano a migliorare, fino a stabilizzarsi.
E’ totalmente fuori pericolo, ma sostanzialmente inabile, situazione che non accetta affatto.

Telefona più volte:

Non posso fare nulla, non ho forza nelle braccia e nelle mani, ho i muscoli che non funzionano.
Cammino male, barcollo, non posso nemmeno uscire di casa, non mi sento sicura anche col bastone.

Mi deve ancora aiutare, così non posso vivere!

Resisto per un po’.
Prescrivere ancora comporta dei rischi, fra cui quello di una ricaduta.
D’altra parte Arnica non può dare più di ciò che ha dato. Rifletto dei giorni poi, colpito dalla INABILITA’ in particolare DEGLI ARTI SUPERIORI con PERDITA quasi totale DEL TONO MUSCOLARE, prendo una decisione: PLUMBUM METALLICUM 200K

Il miglioramento è sorprendente e veloce.
Va ben oltre le attese.
Riprende il tono muscolare agli arti, cammina, può uscire di casa. Le mani migliorano e riacquistano la loro funzione.

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Fuoriescono pruriti diffusi, in particolare a braccia e schiena (che mi rifiuto di trattare nonostante le richieste).
Esce di casa, fa lunghe camminate.
Dopo 2 mesi (il 3 Febbraio 2022) il miglioramento si ferma. Ancora PLUMBUM METALLICUM 200 K

La paziente è definitivamente guarita.

Le chiedo di poter pubblicare il suo caso: risponde di SI con entusiasmo ed invia delle immagini in cui su muove con agilità ed eccessiva audacia (figure 1 e 2), guida la mac- china (figura 3) ed un breve filmato dove ha ripreso a fare trekking camminando per 5 ore.

Bibliografia

1. C. F. S. Hahnemannn; ORGANON dell’arte del guarire. – Traduzione italiana dal- la VI edizione tedesca. CEMON, Napoli, 1981.

2. F. Schroyens: RADAR Opus 3.0.16 – Synthesis Treasure Edition 2009V – ARCHI- BEL, Assesse, Belgio.

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