Risultati parziali della sperimentazione omeopatica di acqua ossigenata (H2O2)

VII CONGRESSO DI MEDICINA OMEOPATICA FIAMO
Roma 10-12/11/2006

Dott. Gustavo Dominici

RIASSUNTO

La sperimentazione omeopatica di H2O2, molecola nota per i suoi effetti tossici e per alcune delle sue funzioni fisiologiche, venne condotta tra Febbraio e Giugno 2004: lo studio fu multicentrico, doppio cieco e incluse l’uso del placebo. I sintomi si svilupparono con lentezza e questo rese difficile una analisi statistica e accurata dei dati provenienti dai vari gruppi di sperimentatori.
Il presente lavoro riporta i risultati parziali della sperimentazione omeopatica di Hydrogenium peroxidatum (H2O2) e la loro iniziale verifica clinica. Si mostrano i risultati di un gruppo di 4 provers di cui l’Autore è stato supervisore, che assunsero la potenza 30 CH del rimedio, e di due di loro che assunsero successivamente la potenza 200K e protrassero l’autosservazione. Viene esaminata l’esperienza di ogni singolo prover per meglio comprendere la profondità della sperimentazione omeopatica e l’impegnativo coinvolgimento richiesto. I sintomi prodotti da Hydrogenium peroxidatum, a volte di drammatica intensità da richiedere di essere antidotati, sono sufficienti a tracciare un quadro patogenetico e quindi una iniziale verifica clinica.

PAROLE CHIAVE

Acqua ossigenata – Studio multicentrico – Doppio cieco – Placebo – Patogenesi

INTRODUZIONE

Il proving di H2O2 è parte di una serie di sperimentazioni omeopatiche che prevedevano lo studio di tre differenti sostanze preparate omeopaticamente, secondo un protocollo messo a punto insieme al collega omeopata Dr Pietro Gulia ed alla Prof.ssa Giusi Pitari, Biologa. La prima fu Etna Lava (Ottobre 2001/Marzo 2002), la seconda Hydrogenium peroxidatum (Febbraio/Giugno 2004). Al proving parteciparono più scuole omeopatiche, ognuna con un supervisore (vedi appendice). La sperimentazione di H2O2 fu portata a termine secondo il progetto iniziale, ma i risultati furono solo parzialmente elaborati causa lo scioglimento del gruppo di lavoro. A posteriori ho esaminato accuratamente la sintomatologia prodotta dalla sostanza attraverso i quattro provers di cui avevo la supervisione ed ho reputato utile far conoscere i risultati di tale lavoro come base di partenza per lo studio di questa sostanza.
L’acqua ossigenata è una molecola la cui tossicologia è nota in molti dettagli (1). Il perossido d’idrogeno è un composto chimico che può essere presente naturalmente a basse concentrazioni nell’aria. Gli effetti tossici a basso dosaggio comprendono irritazione degli occhi, della gola, delle vie aeree e della pelle. L’ingestione può causare vomito, danni gastrointestinali ed embolia, specie se la soluzione ingerita risulta concentrata (10-20%). La molecola dell’acqua ossigenata non è molto stabile in soluzione, va incontro, infatti, a disproporzione producendo acqua e ossigeno molecolare. Da un punto di vista biologico H2O2 viene classificata come ROS (reactive oxygen species): viene normalmente prodotta all’interno della cellula e la sua concentrazione è critica. Molti sistemi enzimatici detossificano questa specie reattiva che, se presente in concentrazioni non fisiologiche, provoca danni ossidativi alle molecole biologiche, ma è anche considerata una importante molecola segnale all’interno delle cellule nervose (2).

MATERIALI E METODI

Il team del proving comprendeva: un DIRETTORE; un COORDINATORE con il compito di raccogliere, valutare e verificare la sintomatologia inviatagli da ogni supervisore; 4 SUPERVISORI, ognuno con un numero di Sperimentatori oscillante da 2 a 5; ed infine gli SPERIMENTATORI, detti anche provers. (Vedi Appendice) (3).
LA SOSTANZA venne scelta dal Direttore mediante estrazione a sorte fra un gruppo la cui preparazione a varie potenze fu curata da un Laboratorio qualificato. Il Direttore si occupò della codifica delle boccette contenenti il rimedio ed il placebo: conservò i codici e le attribuzioni (casuali) delle boccette ai singoli provers fino alla fine della sperimentazione che, quindi, risultò uno studio multicentrico in triplo cieco.
LA POTENZA scelta per l’esperimento fu la 30CH, considerata la più idonea; a discrezione del supervisore e del coordinatore potevano essere usate, in una seconda parte del proving, anche potenze superiori, fatto che in alcuni casi è avvenuto. La sostanza da sperimentare fu consegnata in forma idroalcolica. Il placebo consisteva in una soluzione idroalcolica.
LA MODALITA’ DI SOMMINISTRAZIONE prevedeva l’assunzione di 10 gocce del rimedio per un massimo di 6 somministrazioni in 48 ore, ognuna preceduta da adeguata successione (energico scuotimento), iniziando il primo giorno al risveglio. Il supervisore poteva interrompere il ciclo di assunzione se fossero comparsi sintomi nuovi. Il supervisore, dopo aver consultato il coordinatore, poteva far assumere ulteriormente il rimedio.
Il protocollo prevedeva l’uso del PLACEBO, il cui numero e la cui distribuzione per ogni gruppo fu determinata dal Direttore. La distribuzione dei flaconi placebo (che avevano la stessa forma e lo stesso colore di quelli contenenti verum), così come dei flaconi verum fu randomizzata. I falconi erano stati numerati dal Direttore che conservò la numerazione e l’assegnazione ai provers per tutta la durata della sperimentazione.
DURATA DEL PROVING: fu decisa di 2 mesi, in base ad esperienze precedenti. Se il prover si fosse dimostrato disponibile a prolungarla dopo assunzione di altra potenza, poteva essere protratta fino a 6 mesi.
Gli sperimentatori erano stati accuratamente esaminati dai rispettivi supervisori e reputati idonei secondo i parametri di salute ed attendibilità del soggetto. Alcuni di loro avevano già partecipato ad altri proving. Ognuno di loro si esercitò nell’auto osservazione nelle 4 settimane precedenti il proving sotto la guida del supervisore. Se alla prima esperienza, venne istruito sulla raccolta dei sintomi e su come tenere il diario.

Come supervisore in questo proving disponevo di 4 provers. Due di loro erano alla terza esperienza sempre con la mia supervisione, quindi erano ben addestrati alla raccolta dei sintomi e perfettamente conosciuti nelle loro caratteristiche e modalità reattive. Un terzo era alla sua prima esperienza, ma si era sottoposto ad un prolungato ed accurato periodo di auto osservazione guidata, per cui era catalogato come molto affidabile; i tre erano medici omeopatici. Si programmò un incontro a settimana e comunicazioni frequenti via telefono e posta elettronica. Il quarto, un biologo, già paziente, era molto motivato; anche questo prover aveva seguito un addestramento prolungato pre-proving, ma aveva l’inconveniente di abitare distante. Ci furono frequenti contatti via internet e due incontri. Visto comunque l’inconveniente non insignificante della distanza si decise, in accordo con il Coordinatore ed il Direttore, di mantenere una riserva nei riguardi dei risultati forniti dal prover.

RISULTATI

Prover A
Maschio, anni 44, Medico Chirurgo. Conosce e sporadicamente pratica l’Omeopatia.
Il Prover A è il prover perfetto, quello che da solo può fornire gli elementi utili all’uso della sostanza studiata. E’ in stato di buona salute, motivato ed attendibile, con alto grado di recettività e con elevata affidabilità. È al suo terzo proving con lo stesso supervisore e quindi perfettamente consapevole dell’esperienza che va ad affrontare, di cui sa riconoscere gli inconvenienti ed i vantaggi. Al risveglio del 2 Febbraio inizia con la prima assunzione.
La somministrazione della sostanza viene interrotta dopo la quarta assunzione per la comparsa di difficoltà di addormentamento, pesantezza alla testa e ronzii. Sin dall’inizio evidenzia una svogliatezza marcata con avversione ad impegnarsi persino nella raccolta dei sintomi, condizione molto inusuale. Già il 3° giorno scrive:

• Mi sento molto stanco poco dopo il risveglio, non ho voglia di fare nulla, starei inebetito davanti alla TV, non ho voglia nemmeno di uscire, ho mal di testa. È un dolore sordo e pulsante sulla fronte. Mentre lavoro il mal di testa aumenta.
• È come se avessi preso una “tramvata”, una cosa acuta, inaspettata, mi sento stordito, intronato.
• Tutti mi dicono che sembro molto stanco e mi chiedono cosa è successo.

Col proseguire dei giorni la stanchezza, la svogliatezza, la sonnolenza, il mal di testa e la nausea diminuiscono, per poi ritornare più intensi. Il decimo giorno nota che il viso è gonfio e sempre più stanco, ha gonfiore alla palpebra destra, entrambe le palpebre sono arrossate e brucianti. Nei giorni seguenti compaiono chiazze rossastre al viso che diventano pruriginose e brucianti e che, con andirivieni, dureranno per 45 giorni. Il 30° giorno compaiono sugli avambracci delle macchie rossastre pruriginose, che andranno accentuandosi fino a causare lesioni da grattamento e rimarranno per molti mesi.
Dopo 18 giorni, in un incontro, il prover dichiara:

• Ciò che caratterizza questo proving è la stanchezza, LA SVOGLIATEZZA, IL GRIGIORE, grigio è proprio il colore del proving. La mia creatività è diminuita; in genere scrivo, progetto… ora ho una cappa in testa, è come se ci fosse un coperchio sopra una pentola. Non vedo le cose nere, non mi sento depresso, ma il mio orizzonte è più limitato, sono meno creativo.
• Sto risentendo molto di questo proving, mi sento come un’altra persona. Mi sento limitato e compresso, c’è stato come un solco fra il prima e il dopo (mentre parla continua a grattarsi). Non vedo l’ora che il proving finisca.

Nell’incontro finale, dopo 60 giorni dall’assunzione della sostanza, la condizione del prover non è affatto migliorata. Così si esprime:

• Ho sonno anche durante il giorno. Le gambe e l’avambraccio destro presentano ancora le bolle molto pruriginose, quelle all’avambraccio sinistro vanno meglio. Mi sento preoccupato e giù di corda senza un motivo specifico. Ho molto da fare e mi sento stanco.
I sintomi oggettivi, quando chiari e netti, sono preziosi. In effetti le parole dello sperimentatore corrispondono al suo aspetto, ma meglio ancora risultano le impressioni della segretaria dello studio che, ben conoscendo il soggetto, meravigliata e un po’ preoccupata, così si esprime:

• Ho visto XXX col viso molto contratto, spento, senza il suo solito sorriso. Nell’insieme giù di tono, di morale, anche invecchiato; non eretto come al solito, quasi ingobbito. Come se avesse avuto una batosta. Risulta anche meno socievole, come se volesse stare sulle sue. Una persona diversa.

Si decide di attendere. Nel mese successivo il Prover A affronta una cura dentaria ed assume anche delle capsule di un antibiotico per due giorni senza avvertirmi. Dopo 90 giorni dall’assunzione la sua condizione rimane stabile, senza alcuna tendenza alla risoluzione. È tempo di intervenire per diminuire i sintomi che, a mio giudizio, richiedono Psorinum. Nonostante ciò decido di proporre al Prover A di assumere Hydrogenum peroxidatum 200K. L’obiettivo è far scomparire i sintomi usando la stessa sostanza che li ha generati sperimentalmente. Il Prover A accetta ed il 4 Maggio assume 10 gocce di HYDROGENUM PEROXIDATUM 200K in unica soluzione, senza ulteriore ripetizione della dose.
I primi 3 giorni le macchie pruriginose agli avambracci aumentano notevolmente ed il Prover A diventa agitato e nervoso; nota anche un aumento della sensazione di cappa alla testa. Dal 4° giorno tutto migliora. Solo dopo 17 giorni, durante un incontro, finalmente afferma di sentirsi meglio:

• L’eruzione agli avambracci è quasi scomparsa. Ora ho un dolore lombare destro, che scende in particolare al gluteo e anche lungo la fascia posteriore della coscia, già da due giorni; non è molto intenso; è un sintomo sconosciuto.
• L’umore è decisamente migliore, la cappa si va aprendo, ho anche ripreso a fare progetti.
• Ho capito meglio come mi sentivo prima, ero limitato e pensavo spesso alla morte, senza paura, come una cosa perfettamente naturale. Ora rivedo gli aspetti belli della vita.

Le affermazioni del Prover A chiariscono quale sia stata la profondità della malattia artificiale provocata dall’assunzione di H2O2 dinamizzata, quale perdita profonda della vitalità, della capacità creativa sia avvenuta, accompagnata da una rassegnazione che è sfociata verso l’indifferenza anche nei confronti della morte.
Nonostante le affermazioni incoraggianti del Prover A il suo normale aspetto ancora non è recuperato: sembra in effetti notevolmente invecchiato, incurvato, ed ancora manifesta un’espressione stanca e senza alcuna vivacità. Lo conosco da molti anni, mai prima d’ora l’ho trovato in simili condizioni. Ci vorranno ancora numerose settimane per recuperare definitivamente.

Prover B
Maschio, anni 46, Medico Chirurgo. Conosce l’Omeopatia.
Il Prover B è al suo primo proving. Conosce bene la sperimentazione classica, che è parte del suo lavoro di ricercatore. È motivato, coscienzioso, attendibile. Soffre di cefalea ed ha sofferto a lungo di ulcera duodenale. Si sottopone ad auto osservazione guidata per ben cinque mesi prima del proving e due mesi prima accetta di sospendere l’acido acetilsalicilico che utilizzava sporadicamente nelle sue crisi di cefalea.
Dopo 2 settimane dall’inizio ci incontriamo per la seconda volta ed egli esprime il suo disappunto per non aver riscontrato sintomi significativi. In realtà ci sono stati dei sogni che, come da protocollo, vengono attribuiti alla sostanza con molta cautela; inoltre non ha avuto la sua solita crisi di cefalea. In accordo con il Coordinatore decidiamo di fargli assumere ulteriormente la sostanza alla 30CH, 5 gocce una volta al giorno per 10 giorni consecutivi, sempre dopo adeguata successione. Il giorno seguente l’assunzione inizia un mal di gola che il prover riferisce come il mio solito mal di gola, con la caratteristica di sentire prima un sapore di sangue in bocca, poi un intenso e nauseabondo sapore di acqua saponata, sintomi che descrive come eccezionali. Il tutto si accompagna ad un mal di testa mai provato prima. Poi accadono dei fatti che il prover definisce eccezionali, cioè particolarmente rilevanti per intensità e novità.

• Durante la notte ho delle contrazioni involontarie degli arti inferiori o del bacino. Prima ho delle contrazioni simili a quelle che si fanno con lo stile delfino, poi ho delle contrazioni spasmodiche che mi fanno portare indietro il bacino a scatti, ripetutamente.

Il giorno 19 risulta drammatico. Ore 11, telefonica:

• Sto molto male, una nottata così non la voglio più passare! Sto proprio male! Ho un’astenia e sonnolenza mai avute prima, in 45 anni, come se fossi tetraplegico. Dormo da ieri alle 19.
• Ho un dolore di testa terribile, da impazzire, da morire. Avrei voluto prendere qualcosa.
• Ho tosse senza espettorazione e sapore di sangue in bocca.
• Appena mi addormento i pensieri si affollano, non ho pace, non riesco a finire un pensiero, tutto si accavalla, pensieri, sentimenti, ma tutto è spiacevole. (Sin da bambino è il mio modo di fare la febbre).
• Nel sonno muovo le gambe.
• La T è 37,8°C.
• Ho una tachicardia spaventosa.
• Urlo dentro di me, allargo la bocca per urlare, ma è un urlo silenzioso, di rabbia.

Ore 18, telefonica:

• Mi viene da vomitare, ho già vomitato 4 volte, senza cibo.
• Ho il collo che mi fa male.
• Una sonnolenza terribile, mi addormento non appena inizio a guardare la TV, o senza fare nulla. Non riesco a tenere la testa dritta. Non appena cado addormentato le gambe iniziano a muoversi automaticamente.
• T 39,4°C.
• Ho un caldo pazzesco al viso, la gola mi esplode, è di un colore rosso scuro, non posso deglutire.

Più tardi:

• Mi alzo e mi rendo conto che non riesco a stare sveglio e di non riuscire a tenere ritta la testa; la temperatura è di 39.7, il tutto mi allarma molto.

La situazione ha assunto una notevole gravità ed è totalmente inusuale per il soggetto, di cui conosce solo i sintomi della febbre, che ha la caratteristiche delle sue febbri sin da bambino, ma che non sperimenta da anni. Il Prover B è prostrato, con dei sintomi neurologici preoccupanti, la sintomatologia è simile a quella di una meningite acuta. È tempo di antidotare il rimedio e scelgo BELLADONNA 5CH prima e 30CH poi. Riesce a dormire per qualche ora, diminuiscono i movimenti involontari. Poi riferisce:

• All’alba nel dormiveglia inizio ad emettere delle urla silenziose.
• Sento che il mio animo è ferito, vorrei distruggere metà mondo. Soffro molto come poche volte nella mia vita.

Tutti questi sintomi sono riferiti come eccezionali per intensità e novità. Dopo due giorni il Prover B è consistentemente migliorato. La sua esperienza può considerarsi conclusa, vista la prescrizione di Belladonna; nonostante ciò sono degni di nota alcuni sintomi che compaiono successivamente:

• Quasi ai limiti del solco intergluteo, ho una ferita lunga circa 3 cm e larga 0.5 cm. Una ferita superficiale tipo una ustione lieve o una escoriazione di quelle che ci si fa quando si cade da bicicletta. Da quel momento ho iniziato a sentire un dolore lieve e bruciante. Mi da’ fastidio quando sono in moto, se mi sdraio a letto (tanto che dormo di fianco) ed inoltre, cosa che mi preoccupa, tende a peggiorare perché sta aumentando con dimensioni 3 x 1,5. Mi sporca la biancheria perché trasuda e non si forma la crosta. Non sono caduto, non ho ricevuto colpi, non ho fatto nulla di diverso da solito, non ho malattie contagiose e/o infettive, non ho avuto rapporti sessuali da tempo, non mi era mai successa una cosa così.

Tale eruzione torpida nei giorni seguenti si estende, scomparirà in tre settimane.
Durante il proving il Prover B è dimagrito di 7 Kg, cosa mai avvenuta prima. Finito il Proving inizierà a soffrire dei suoi vecchi dolori gastrici, sintomi che dureranno diverse settimane, per poi scomparire spontaneamente. La cefalea non riapparirà per molti mesi.

Prover C
Femmina, anni 34, Medico Chirurgo. Conosce l’Omeopatia.
La valutazione del risultato di questo prover è assai difficile. È alla terza sperimentazione e, al contrario delle precedenti in cui la sintomatologia fu precoce ed intensa, nel primo periodo non rileva nulla di nuovo se non una diminuzione della sua solita lacrimazione. Vista la carenza di sintomi, su indicazione del coordinatore faccio assumere il rimedio per ulteriori 10 giorni, 5 gocce al giorno. Al termine in un incontro mi comunica che nota ancora poco, ma è evidente un estremo pallore, anche le labbra sono pallide. Continua l’assunzione della sostanza per ulteriori 7 giorni. Mi comunica:

• Ho lavorato bene, meglio del solito, ero calma, ho messo tutte le cose a posto. Temo che i sintomi mi arrivino tutti insieme, come se si stessero accumulando.

Le faccio sospendere il rimedio, le chiedo di non porre particolare attenzione a nulla, come se non stesse più partecipando al proving. Il Prover C continuò a non produrre sintomi. Il 2 Aprile si sottopose ad un intervento di correzione della miopia bilaterale con il laser. Mi chiese il permesso di utilizzare un collirio antibiotico e cortisonico per qualche giorno e glielo accordai, considerando il suo proving terminato con un nulla di fatto. Nei giorni seguenti, a tre settimane dall’intervento, sviluppa una intensa sintomatologia, che riporto così come trascritta dal Prover C:

• 23.4: Mi è arrivato il ciclo al 34° giorno, ma a differenza delle altre volte non mi sono sentita meglio, anzi. MI SENTIVO PESANTE, NON RIUSCIVO AD ALZARMI DAL LETTO NONOSTANTE AVESSI DEL LAVORO DA SBRIGARE, AVEVO UN DISPERATO BISOGNO DI DORMIRE ED È STATO COSI’ ANCHE IL GIORNO SUCCESSIVO.
• 26.4: Mi sono dovuta TRASCINARE a lavoro, ho continuato a trascinarmi per tutta la giornata e sono crollata a letto. Non ho più nemmeno voglia di mangiare, ma solo di DORMIRE E NON SENTIRE NESSUNO.
• 28.4: STO COSI’ MALE CHE HO DISDETTO TUTTI GLI APPUNTAMENTI AL LAVORO. Mi Sento pesante, raffreddata, con la testa piena, COME FOSSE INTASATA DI LIQUIDI E TANTO INSONNOLITA, NON RIESCO A STACCARMI DAL LETTO. Il sonno non mi basta mai, dopo dormito voglio dormire ancora e sono pesante, pesante, pesante.
• 29.4: HO UN MAL DI TESTA FORTE, PULSANTE, COME SE CI FOSSE ACQUA DENTRO, TERRIBILE, CHE MI SCOPPIA DENTRO. SONO SPAVENTATA, PENSO DI AVERE UNA MASSA ALL’INTERNO CHE MI COMPRIME, UN TUMORE, CHE SI DILATA, CHE PULSA; VORREI FARE LA T.A.C.. NON RIESCO AD ALZARMI DAL LETTO.

Sono tutti sintomi definiti eccezionali, cioè estranei e di forte intensità, così come mai aveva registrato la paura di un cancro o alcun sintomo di ipocondria. Sono sintomi che non possono essere inseriti nella patogenesi della sostanza a causa degli interventi esterni (chirurgia e collirio), ma la conoscenza del Prover C come sperimentatore e come Paziente indica che questa violenta sintomatologia va tenuta in conto in attesa di conferme.

Prover D
Femmina, anni 48, Biologa. Conosce l’Omeopatia.
È una sperimentatrice alla prima esperienza, molto motivata. Vive distante ed è per questa condizione che la sua esperienza viene valutata con prudenza. Subito dopo la prima somministrazione il Prover C invia molti sintomi, in particolare molti sogni. Nei due mesi produce ben 94 sintomi, di cui alcuni molto articolati. Nell’insieme la sintomatologia risulta eccessiva, troppo ricca in sogni e sintomi mentali. Con un certo sollievo scopro alla fine del periodo che il Prover D aveva assunto placebo. Si decide insieme al Coordinatore di somministrare il Verum 30 CH e poi anche il Verum 200K, considerando la condizione molto interessante per una verifica sintomatologica. Dopo la prima assunzione la sintomatologia non risulta più così abbondante, ma più concreta e coerente. Il Prover C riferisce alcuni sintomi registrati come nuovi:

• Non ho voglia di far niente, mi stanca fare qualsiasi piccola cosa, perdo tempo. Rimbambimento. Mi si accende una fiammella solo dopo che mi hanno telefonato per propormi un lavoro. Ma dura solo un’ora.
• Non riesco a concentrarmi, passo da una cosa all’altra, svolazzo.
• Perdita di memoria: non mi vengono le parole.
• Bruciore urinando la mattina al risveglio.
• Fitte, come punture al basso addome, a destra, a intervalli di pochi secondi. Durano circa un’ora.

Dopo Hydrogenum peroxidatum 200K:

• Mi sveglio con delle forti punture al seno.
• Mi alzo per andare a urinare. Lo faccio due volte di seguito, ma ancora rimane una pressione, uno stimolo, come se la vescica non si fosse svuotata.
• Sento la zona del collo rigida.
• Sento la gola come se qualcuno mi strangolasse.
• Mi sveglio con un dolore al seno destro strappante, torcente, dura pochi minuti.
• Mi sveglio con i crampi allo stomaco. Lo stomaco e l’addome si sono gonfiati e per tutto il giorno ho una forte tensione. La sera poi non riesco neanche a chinarmi dal gonfiore. Solo gonfiore e tensione, non dolore.
• Sento un forte odore di bruciato, come un corto circuito, sia dentro casa, che fuori, che in macchina. Non lo sente nessun altro oltre a me, chiedo a molti. Per tutta la mattinata.

Tutti i sintomi sono registrati come nuovi, l’ultimo come eccezionale.

Caso clinico

Non si tratta di un caso clinico, ma più realisticamente del risultato di una prescrizione.
Uomo di anni 42. È in terapia per cefalea e colon irritabile. In un anno e mezzo ha assunto Pulsatilla, Arsenicum album, Acidum phosphoricum e Calcarea carbonica con risultati apprezzabili. Attualmente il Paziente vive una condizione di apparente benessere, con scarsità di sintomi. La cefalea è rara, l’intestino non da’ troppo fastidio, il sonno è buono; nonostante ciò è un Paziente in cui si può fare la diagnosi di sindrome depressiva, difficile da trattare per la scarsità dei sintomi che non permette una buona similitudine con un rimedio omeopatico.
Il Paziente vive solo; lavora regolarmente, pratica sport. È di indole gentile.
Il 7 Aprile 2006, in studio, rilevo la seguente sintomatologia:

1. Sono ingrassato, mi sento pesante.
2. Sono diventato indolente, rinuncio spesso alle attività, anche perché non trovo piacere in nulla.
3. Partecipo alla vita sociale, ma senza particolari slanci.
4. In questo periodo non ho una vita sentimentale, ho lasciato l’ultima ragazza tempo fa; sinceramente non mi manca né sento desiderio per il sesso opposto.
5. Sogno spesso di cadere in pozzi profondi.
6. Sento costantemente come un cerchio alla testa, una specie di annebbiamento che rallenta, che riduce la mia capacità intellettiva. Anche sul lavoro rendo di meno.
7. Ho molta difficoltà di concentrazione.

Il sintomo 6 risveglia in me il ricordo del proving di H2O2 nelle parole del Prover A:

• Ciò che caratterizza questo proving è la stanchezza, LA SVOGLIATEZZA, IL GRIGIORE, grigio è proprio il colore del proving. La mia creatività è diminuita; in genere scrivo, progetto… ora ho una cappa in testa, è come se ci fosse un coperchio sopra una pentola. Non vedo le cose nere, non mi sento depresso, ma il mio orizzonte è più limitato, sono meno creativo.

Gli consegno il flacone di HYDROGENIUM PEROXIDATUM 200K.
Rivedo il Paziente un mese più tardi.
Subito rimango sorpreso dalla sua vivacità, veramente insolita. Gli occhi sono brillanti, è più sereno e deciso. Visitandolo trovo che ha perduto la cervelloticità del passato, il suo pensiero è diventato lineare e semplice. Mi comunica:

• Sto meglio, ho più energia, sono meno pigro ed indolente. Ero come in un letargo, ora sono più vigile, attivo. Sul lavoro sono stato efficiente e veloce. Mi rimane un lieve mal di testa e tensione al collo, in particolare a sinistra.
• Ho incontrato una donna che ha molta paura di avere un rapporto con un uomo: mi sembra di rivedere me tempo fa.
• Non ho più sognato di cadere in pozzi profondi, ma spesso nei miei sogni c’è un baratro. Questa notte, ad esempio, avevo parcheggiato la mia macchina su un terreno franoso accanto ad una voragine con dei lavori in corso; mi accorgevo del pericolo, ma decidevo di lasciar correre. Poi però arrivano i vigili che me la fanno spostare nonostante le mie proteste.

CONCLUSIONI

I dati ottenuti dagli sperimentatori, in particolare dai Prover A e B, ci permettono di concludere che:

• Hydrogenium peroxidatum produce sintomi lentamente e durevolmente.
• I sintomi vanno a colpire la sfera più profonda dell’individuo, in particolare la vitalità, la creatività, l’interesse per le cose, generando: indolenza, astenia, sonnolenza, torpore, ottundimento del pensiero, perdita della memoria, confusione, letargia, decadimento.
• A livello fisico compaiono eruzioni pruriginose persistenti al viso, agli avambracci, ai glutei, a volte secernenti; crampi e dolori gastrici; rigidità e fastidi al collo ed alla gola; bruciori urinari.
• In un caso si è significativamente sviluppata una violenta sintomatologia che ricorda una grave meningo-encefalite con episodi convulsivi.
• La sintomatologia complessiva di Hydrogenium peroxidatum richiama malattie
neurologiche a lento sviluppo con poussè acute, violente; malattie degenerative del SNC; decadimento psichico ed organico di varia origine; ogni patologia che diminuisce sensibilmente e gravemente tutte le funzioni nobili dell’individuo.

Appendice
Proving di Hydrogenium peroxidatum (H2O2) – Febbraio/Giugno 2004

DIRETTRICE
Prof. Giusi Pitari

COORDINATORE
Dott. Pietro Gulia

SUPERVISORI
Dott. Massimo Beghella per l’Accademia Omeopatica Hahnemanniana Marchigiana di Macerata
Dott. ssa Paola Belli per IRMSO (Istituto Ricerca Medico Scientifica Omeopatica) di Roma
Dott. Gustavo Dominici di Roma
Dott. ssa Armida Rebuffi per la Scuola Medica Omeopatica Hahnemanniana di Torino

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano tutto coloro che hanno collaborato al proving di Hydrogenium peroxidatum, dedicandogli tempo ed energia.
Si ringrazia la Ditta UNDA Cemon per aver messo a punto la sostanza utilizzata secondo le norme di buona fabbricazione.
Si ringraziano tutti coloro che aggiungeranno dati preziosi a questo lavoro completando la patogenesi e facilitandone l’uso terapeutico.
Si ringrazia il Dott. Samuel Hahnemann per le sue geniali intuizioni.

Bibliografia

1. Watt BE, Proudfoot AT, Vale JA. Hydrogen peroxide poisoning.Toxicol.Rev.2004; 23(1): 51–57.
2. Kamsler A, Segal M. Hydrogen peroxide as a diffusible signal molecule in synaptic plasticity. Mol Neurobiol 2004; 29(2):
3. Dominici,G; Bellavite,P; di Stanislao,C; Gulia,P; Pitari,G: Double-blind,placebo-controlled homeopathic pathogenetic trials: Symptom collection and analysis. Hoemopathy, 2006, 95, 123-130
4. P.Gulia, G.Pitari, G.Dominici – ETNA LAVA. Sperimentazione omeopatica della lava del vulcano Etna – IV Congresso FIAMO. Roma, 18-20 Ottobre 2002.
5. G.Dominici – Etna lava: recenti acquisizioni cliniche – V Congresso FIAMO. Roma, 10-12 Ottobre 2003.
6. P.Gulia, G.Pitari, G.Dominici – ETNA LAVA. Proving symptomtology and clinical results – 58° Congresso LMHI. Graz, 22-26-Aprile 2003.
7. P.Gulia, G.Loggi, G.Dominici, G.Pitari – Placebo e Verum nella sperimentazione omeopatica – VI Congresso FIAMO. Roma, 19-21 Novembre 2004

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