Di seguito trovi due elenchi di rimedi: il primo comprende quelli più probabili nelle situazioni di emergenza vera e propria, il secondo completa il precedente aggiungendo rimedi utili in molti casi acuti. I due elenchi non comprendono tutti i rimedi suggeriti, ma sono sufficienti per un buon prontuario. Per avere una conoscenza adeguata dovrai memorizzare le caratteristiche più importanti di ogni rimedio descritto, che sono evidenziate in grassetto.

Ciò che cerchiamo è la similitudine e non è richiesta la perfezione, per cui, se anche tutto non combaciasse, non preoccuparti troppo e decidi per il rimedio più simile fra quelli che hai disponibili, sarà inevitabilmente questa la scelta migliore.

Un esempio per meglio comprendere. Se un bambino di pochi mesi si sveglia improvvisamente di notte lamentandosi, può essere molto difficile capire se è per un male all’orecchio, o per un brutto sogno, o per una colica addominale o altro ancora. In questo caso osserva bene le modalità: se è spaventato darai Aconitum, se urla come fosse arrabbiato darai Chamomilla, se brucia per la febbre elevata e tende a delirare darai Belladonna, se piagnucola e ti chiede coccole darai Pulsatilla, e così via. Certamente il mattino dopo la condizione clinica andrà chiarita meglio, ma la conoscenza di queste poche righe può alleviare lui e tutta la famiglia, salvando salute e nottata.

Stai agendo con sostanze prive di tossicità, non corri il rischio di avvelenare nessuno, ma non insistere mai troppo se, dopo un tempo ragionevole, un rimedio non sta funzionando; forse puoi tentarne un altro, ma se la situazione rimane immutata devi concludere che va affrontata da altri.

Aconitum napellus

Aconitum_napellus_JPG1aInizio improvviso e violento, con agitazione e paura.
E’ una pianta della famiglia delle Ranuncolacee. Aconitum è caratterizzato da un inizio immediato, brusco e violento, spesso febbrile. Il paziente, adulto o bambino, è agitato, inquieto, oppure ansioso o spaventato, fino a temere di morire. Non somministrare Aconitum ad un malato calmo, anche se con febbre elevata, non funzionerà o poco e male. E’ anche probabile che il paziente Aconitum si ammali di sera o di notte, improvvisamente, dopo un risveglio brusco. Non è importante di cosa, se con o senza febbre, che può anche essere elevata, quello che importa è che siano presenti le modalità di paura, agitazione ed allarme. Può essere per un dolore improvviso – orecchio, testa, petto, addome… – ci possono essere senso di soffocamento e tosse con dolori al torace, palpitazioni, affanno respiratorio, calore per tutto il corpo, spesso sete intensa. E’ anche il rimedio dei malanni dopo aver preso freddo secco. In questi casi Aconitum certamente migliorerà la situazione: prima il malato si calmerà, poi inizierà ad avere disturbi meno intensi fino alla scomparsa dei sintomi ed alla guarigione; altre volte arriverà la febbre e si definirà meglio il problema, che può richiedere un altro rimedio. C’è anche l’eventualità che il malato urli o pianga per il dolore. Aconitum è il rimedio da somministrare nella fase iniziale di una malattia acuta purchè, ricorda sempre, ci siano queste caratteristiche.
Puoi somministrare 3 granuli del rimedio alla 30 CH ogni 3 ore, ma se la situazione si presenta urgente, perfino ogni mezz’ora, meglio in soluzione acquosa, diradando le somministrazioni col comparire del miglioramento. In questo caso, quando vedi che la situazione sta cambiando in meglio, non affrettarti troppo a somministrare ancora il rimedio, potresti rallentare una reazione già bene avviata.

ATTENZIONE !

A volte accade che dopo la somministrazione di un rimedio compaia o aumenti una febbre, insieme ad un miglioramento del malessere, per esempio dolori di vario genere. In questo caso non devi considerare la febbre un sintomo negativo, ma una reazione fisiologica dell'individuo, in particolare se contemporanea ad un miglioramento mentale, dalla paura alla calma, per esempio. Può anche accadere che il malato, soprattutto se bambino, si addormenti poco dopo aver messo i granuli in bocca, dopo essersi risvegliato improvvisamente di notte urlando, senza che si riesca a capire bene perché. E' questa una reazione terapeutica, come la precedente, soprattutto in soggetti con un'energia vitale molto elevata e reattiva, come appunto i bambini.

Belladonna

Atropa_BelladonnaInizio improvviso e violento, con molto calore.
Il nome completo è Atropa Belladonna ed è una pianta della famiglia delle Solanacee, come Stramonium, Capsicum, la stessa famiglia del comune pomodoro e della patata per intenderci. E’ il rimedio omeopatico più conosciuto e, insieme ad Arnica, il più abusato. Spesso viene usato quasi come fosse un’aspirina, un antifebbrifugo, ma fortunatamente non lo è e, se non somministrato con precisione, si rivela poco o per nulla efficace. Come Aconitum è un rimedio che ha un inizio improvviso, brusco, violento. La febbre è spesso presente e molto elevata, ma può anche non esserci. Belladonna è comunque arrossato ed accaldato, fino a manifestare un calore intenso per tutto il corpo, con o senza sudore, con mani e piedi freddi. Belladonna emana calore, quasi come una stufa! Il malato è abbattuto più che agitato, stordito, fino al delirio febbrile. Spesso ha un brutto mal di testa, pulsante, con occhi rossi e lucidi e non sopporta il minimo rumore, scossa, in particolare non sopporta la luce. Spesso suda ed anche il sudore è caldo. Può ammalare dopo aver preso freddo, più frequentemente la pioggia fredda, o aver preso freddo in testa. Belladonna può essere utile per i più svariati problemi, tra cui: faringiti e tonsilliti, cefalee, coliche, dismenorrea (vedi i rispettivi capitoli), purchè con le caratteristiche sopra dette. Le modalità di somministrazione sono le medesime che per Aconitum che sono valide anche per gli altri rimedi.

ATTENZIONE !

Se prescrivi Belladonna per una sintomatologia prevalentemente febbrile, non concludere frettolosamente che il rimedio è sbagliato se dopo una o due somministrazioni, a distanza di 3 ore circa, la febbre non è ancora scesa. Belladonna non è acido Acetilsalicilico (Aspirina), né Paracetamolo (Tachipirina), che fanno scendere velocemente la temperatura, che risale però dopo poche ore sottoponendo il malato a bruschi sbalzi. Devi osservare la condizione generale: se la febbre persiste, ma il malato soffre meno, ha meno dolore, ritrova l'appetito o riposa meglio, la reazione è avviata, devi solo attendere un po'. La febbre è un sintomo troppo temuto e, soprattutto, non è la malattia, ma solo un sintomo.

Ferrum phosphoricum

Infiammazione, dolore e febbre senza caratteristiche.
E’ un composto minerale derivato dalla combinazione di Ferro e Fosforo che sono rimedi omeopatici importanti e molto usati. E’ un rimedio molto utile in numerose situazioni. In caso di febbre puoi immaginarlo come Aconitum, ma senza l’agitazione e la paura; come Belladonna, ma senza il calore così intenso ed il delirio febbrile. Puoi quindi usarlo nelle situazioni febbrili improvvise, con temperatura media o anche elevata, quando non riesci ad evidenziare nessun altro segno specifico: una febbre improvvisa di cui non si comprende la causa e senza particolari caratteristiche. Il paziente spesso ha sete intensa, più probabilmente di bibite fredde; può avere palpitazioni più spesso di notte; spesso ha rossore ad entrambe le guancie, occhi rossi e anche mal di testa. Più facilmente colpisce il lato destro del corpo. Un rimedio che puoi usare come prima scelta nel sanguinamento dal naso (epistassi). E’ utile nelle otalgie (dolori alle orecchie) notturne che non hanno le caratteristiche della reazione eccessiva di Chamomilla (vedi), del lamento piagnucoloso di Pulsatilla (vedi), della paura di Aconitum (vedi). Più di tutto però, ricorda, se c’è una febbre senza caratteristiche particolari, abbinata a dolori localizzati (testa, orecchio, gola, petto), a rossori, a sanguinamenti, a tosse secca, Ferrum phosphoricum migliorerà la situazione molto velocemente.

Ipeca (Ipecacuanha)

Ipecac.-ipecacuana

Nausea, vomito, tosse e malumore.
E’ una pianta della famiglia delle Rubiaceae che vive nel Brasile tropicale. Come tutte le piante tropicali contiene molte sostanze alcaloidi e, come rimedio omeopatico, si dimostra efficace in numerose situazioni. Noi omeopati curiamo con Ipeca numerosi malesseri dell’apparato respiratorio nei bambini: tossi, asma e anche polmoniti. Devi ricordare che i sintomi centrali di Ipeca, quelli che non possono mancare, sono la nausea e il vomito: è difficile che un malato che ha bisogno questo rimedio non soffra di nausea o stia vomitando. In questi casi, oltre ad evitare di somministrare acqua e cibo anche in piccole quantità, dai subito 3 granuli di Ipeca, anche a distanza ravvicinata, ed il vomito si placherà velocemente. In una febbre improvvisa che si accompagna a nausea o vomito, preferisci Ipeca ad Aconitum, Belladonna o Ferrum phosphoricum, hai maggiori probabilità di successo. Se vuoi essere più accurato osserva la lingua del malato, che in Ipeca è pulita o non così sporca come in Nux vomica, che è intossicato (vedi), o ricoperta da una spessa patina bianca come in altri rimedi quali Antimonium crudum. Spesso Ipeca è un bambino con una brutta tosse secca, che quasi gli impedisce di respirare; a volte la tosse è simile alla pertosse; il bambino può essere pieno di catarro che non riesce ad espettorare. Ipeca cura anche emorragie (naso, utero…) purchè, ricorda, sia presente il sintomo della nausea o del vomito. Di base Ipeca non ha un buon carattere, può essere capriccioso, irritabile, imbronciato, di malumore; il bambino urla ed è difficile da accontentare. In un paziente con questo carattere puoi somministrare Ipeca anche in raffreddori di naso (riniti) violenti, con frequenti starnuti e congiuntivite: migliorerà presto la rinite e anche l’umore.

Apis mellifica

Caldo, rosso, gonfio, con dolore e bruciore.
E’ un rimedio di origine animale che deriva dalla comune ape. Per imparare a conoscere bene Apis devi pensare a cosa accade dopo una sua puntura: la parte diventa subito bruciante, si gonfia velocemente ed arrossa, diventa calda e la persona è allarmata ed agitata. Queste sono per proprio le caratteristiche del rimedio e, quindi, per la Legge dei Simili (vedi), quello che può curare. Quindi ogni malattia che è caratterizzata da: gonfiore, arrossamento, bruciore intenso, dolore bruciante o pungente. I sintomi di Apis si sviluppano molto velocemente, talvolta in modo drammatico. Inoltre il paziente Apis non ha sete, non tollera il calore, cerca aria fresca, è spesso spossato e sonnolento. Di base è un tipo notevolmente indaffarato (le api sono grandi lavoratrici!), irritabile ed aggressivo, suscettibile e anche geloso; a volte depresso e piagnucoloso; soggetto a vampe di calore (e di ira!). Lo puoi usare proprio nelle punture di insetti, quando il gonfiore ed il dolore sono intensi e anche minacciosi; nei foruncoli molto dolorosi, anche se stanno infettandosi; in molti disturbi degli occhi e palpebre con gonfiore, arrossamento e dolore; nei problemi di gola come faringiti e tonsilliti; nei problemi vescicali e urinari anche violenti, notturni; nelle febbri, in particolare se associate ad eruzione cutanea (orticaria, simili a scarlattina…). Ricorda sempre però che, perché Apis sia efficace, il dolore deve essere intenso, bruciante o pungente, associato a gonfiore e/o rossore, in un paziente allarmato ed agitato e di indole suscettibile.

Chamomilla

chamomile-401490_640Eccessivo, intrattabile, con urla e strepiti.
Chamomilla deriva dall’omonima conosciutissima pianta della famiglia delle Composite, come Arnica, Eupatorium, Cina e come la comune margherita di prato, Bellis perennis. E’ tradizionalmente prescritta per soggetti inquieti, con reazioni esasperate, agitati, irascibili, rumorosi. Si abusa un po’ anche di Chamomilla, visto che nei bambini è spesso efficace, e si tende a somministrarla a tutti quelli un po’ troppo vivaci e dispettosi ma, come al solito, funziona solo quando è prescritta con precisione. Chamomilla è insofferente, intollerante verso tutto, in particolar modo intollerante verso il dolore. Ad un mal di pancia, un male alle orecchie o qualsiasi altro disturbo, reagirà con rabbia, urla – se bambino e di notte sveglierà il palazzo! – o estrema irritabilità e malumore se adulto. Il bambino è impossibile da gestire, è capriccioso chiede una cosa e poi la getta via. Se molto piccolo si calma se lo prendi in braccio e lo trasporti energicamente: sono i bambini che dormono solo in macchina, cullati dal movimento. Una causa di malattia può essere la dentizione, che può favorire vari problemi: associarsi a dolori addominali e diarree, febbri che più spesso vengono al mattino, otalgie notturne, tossi, inspiegabili dolori agli arti. Una caratteristica che si può riscontrare è la congestione della testa con sudore caldo, spesso una guancia rossa e l’altra pallida. E’ facile che i disturbi peggiorino o arrivino la sera e la notte. Chamomilla può migliorare molto velocemente e guarire, purchè il paziente ne possieda il temperamento caratteristico; prescriverla ad un bambino docile, tranquillo e pauroso e poi affermare che l’Omeopatia non funziona, significherebbe aver compreso… proprio nulla!

Nux vomica

nux vomica

Irritabile, stressato, intossicato.
E’ un rimedio di origine vegetale della famiglia delle Loganiacee; si utilizzano i semi maturi essiccati, ricchi di molti alcaloidi fra cui la stricnina. Il tipico soggetto Nux vomica è il cosiddetto stressato, cioè una persona frenetica, nervosa, impaziente, agitata, irritabile. Spesso è un individuo che lavora troppo, molto dinamico e veloce, poi magari a casa diventa pigro. Nux è un tipo esuberante, molto facilmente irritato, anche se semplicemente contraddetto, scattoso, brusco, mai sereno e rilassato, a volte chiaramente collerico. Abusa di sostanze stimolanti e irritanti, come caffè, alcoolici, tabacco, cibi molto speziati. Insonnia, si risveglia pensando al lavoro, spesso con testa confusa, ottusa. Nux può essere utile in molte emergenze, in particolare riguardanti l’apparato digerente: dolori improvvisi allo stomaco, crampi, spasmi, vomito, coliche con gas con stitichezza o diarrea o stimolo ad evacuare intenso ma inefficace, emorroidi molto dolenti, in particolare se dopo abusi alimentari o di tossici in genere. E’ certamente il rimedio del dopo sbronza con tutti i disturbi correlati. Nux ti aiuterà a risolvere molti disturbi, non soltanto relativi all’apparato digerente, purchè corrispondano le caratteristiche di base; può anche essere un malato, adulto o bambino, che in genere è una persona tranquilla, ma nella specifica situazione si presente con le modalità di Nux.

Arsenicum album

Debole, abbattuto e molto ansioso.
L’arsenico bianco è una sostanza del regno minerale estremamente tossica, un veleno vero e proprio. Il tipico soggetto Arsenicum è ansioso, agitato, spaventato, abbattuto. Probabilmente ti verrà da pensare subito ad Aconitum, ma Arsenicum è in realtà molto differente. Immagina Aconitum caldo, arrossato e spaventato, ma energico, eccitato; immagina invece Arsenicum pallido, con poche energie, abbattuto, magari vivace ma debole. La condizione più caratteristica di Arsenicum e che ti farà capire meglio, è l’intossicazione da cibo avariato, carne o altro, ma anche gastroenterite da frutta o dopo cibi ghiacciati. Inizia con vomito, spesso ripetuto, il malato impallidisce, si spaventa, suda freddo ed ha la sensazione di stare per morire; poi spesso arriva la diarrea che può essere anche molto violenta e frequente, portando il malato ad un reale abbattimento: questo è Arsenicum. In questi casi pochi globuli faranno cessare velocemente vomito e diarrea e comparire una febbre positiva, facendo recuperare le energie molto velocemente. Arsenicum è assetato e vuole liquidi caldi. E’ utile anche in situazioni asmatiche o con difficoltà respiratorie di vario grado, con tosse secca, fiato corto, impossibità a rimanere sdraiati. I dolori di Arsenicum sono brucianti, il bruciore accompagna ogni suo sintomo, sia che riguardi la pelle, lo stomaco o altri settori. Arsenicum peggiora la notte, a riposo e migliora col calore. E’ particolarmente utile in persone gravemente malate; è molto utile negli anziani e anche in soggetti delicati, raffinati, ma fragili e con poca energia.

Pulsatilla pratensis

Timido, bisognoso, con le lacrime in tasca.
E’ una pianta della famiglia delle Ranuncolacee, una delicata anemone. Pulsatilla corrisponde a persone bisognose di affetto e simpatia, titubanti, piagnucolose o semplicemente lamentose, remissive, altruiste, di umore mutevole, capricciose, ipersensibili. Altre caratteristiche sono: timidezza, rossori, gelosia, facilità estrema al pianto, piange invece di litigare. Si è sempre detto che corrisponde a donne di carnagione chiara, capelli biondi o chiari, occhi azzurri; ciò è vero, ma solo in parte. Qualunque soggetto abbia in sé queste caratteristiche, di sesso maschile o femminile, chiaro o scuro, adulto o bambino, può beneficiare del rimedio. Certamente non va somministrato a soggetti dal temperamento dominante, prepotenti, aggressivi, collerici e impositivi, ciò contrasta con l’intima natura del rimedio. Pulsatilla, e quindi coloro che ne trarranno beneficio, spesso ammala a causa del freddo, per essersi bagnata, ma desidera intensamenente aria aperta e stanze ben aereate. Spesso soffre per catarri giallo verdastri, di qualsiasi origine. Nelle fasi acute non ha né fame né sete particolarmente intense; ha difficoltà digestive con avversione ai grassi, senzo di pienezza, gusto cattivo in bocca, facile diarrea. Spesso nelle donne ci sono disturbi venosi agli arti inferiori, varici, e difficoltà circolatorie che danno origine ai geloni invernali. Dolori reumatici e anche disturbi mestruali di varia natura. Puoi somministrare Pulsatilla a persone con queste caratteristiche, qualunque sia il disturbo di cui stanno soffrendo. La persona sofferente chiederà il tuo aiuto, la tua disponibilità, anche eccessivamente, ti chiederà di essere coccolata, rassicurata. E’ il bambino che si risveglia la notte con male all’orecchio e si lamenta e piange e lo devi prendere con te e carezzarlo, farlo sentire tranquillo, sicuro, amato. Non è francamente spaventato come Aconitum; non urla per il dolore fino a svegliare tutti come Chamomilla; può avere febbre, ma non così violenta e bruciante come Belladonna; non ha il violento rossore e gonfiore di Apis; non ha l’abbattimento e l’ansia profonda di Arsenicum; non ha la febbre elevata e senza particolari caratteristiche di Ferrum phosphoricum, perché di caratteristico ha sempre l’insaziabile richiesta di affetto e coccole, a volte fin quasi a sfinirti. Ciò vale per per pazienti con catarri nasali giallo-verdastri, per tossi catarrali anche profonde, per vomiti e diarree e per tante altre possibili situazioni.

Mercurius solubilis

Impulsivo, distruttivo, male di notte, con sudore e salivazione.
Mercurius è un rimedio di origine minerale. Per capirne le caratteristiche devi pensare al mercurio che hai notato quando ti si è rotto un termometro di tipo classico, così comprenderai perché viene anche chiamato argento vivo, proprioa causa della sua mobilità e difficile afferrabilità. Mercurius è un tipo frettoloso, agitato, ansioso, impulsivo, violento e anche distruttivo. Tutti i suoi disturbi aggravano di notte, sia col caldo che col freddo e si accompagnano spesso a sudorazione profusa e di cattivo odore, appiccicosa. A volte ha tremori e profondo malessere come ansia, apprensione, paure irrazionali, sogni paurosi. Ogni malattia che necessita di Mercurius ha le caratteristiche di una certa gravità: la faringo-tonsillite è caratterizzata da placche e pus, con linfonodi del collo molto gonfi; la diarrea è violenta, con odore di putrefazione, con muco e forse anche con sangue; l’otite tende a diventare purulenta e anche essa con linfonodi molto gonfi e dolenti. Spesso Mercurius ha afte in bocca o vere e proprie ulcere, lingua molto sporca o desquamata, cosiddetta a carta geografica, che conserva le impronte dei denti; spesso ha stomatiti e gengiviti anche gravi, ascessi ai denti, sempre con una intensa salivazione. Il bambino malato può comunque mantenersi agitato e senza riposo, pur non avendone l’energia sufficiente. Mercurius non ha limiti, può andare avanti fino alla distruzione, come se avesse perduto la capacità di contenersi, di controllare gli impulsi, di riposarsi. Sono bambini che continuano a contraddire o perseverano in ciò che di dannoso stanno facendo anche se vengono rimproverati aspramente o picchiati, mantenendo intatto il loro attegiamento di sfida. Usando Mercurius in soggetti con queste caratteristiche potrai guarire ascessi, stomatiti, gengiviti, faringiti, otiti, diarree e altro.

Arnica montana

Traumatizzato, ammaccato, stordito.
E’ una pianta della famiglia delle Compositae, come Chamomilla. E’ un rimedio che dovresti sempre avere con te. E’ comunque un rimedio molto conosciuto e troppo usato. E’ oramai di moda una facile Omeopatia, troppo semplicistica, per cui molti credono che Arnica sia indicato per dolori di qualsiasi tipo, in particolare alle ossa, muscoli, articolazioni. In realtà Arnica va usata quando il dolore è causato da un trauma e, più in generale, è indicato in tutte le conseguenze di un trauma, di qualunque origine esso sia. Contusioni, schiacciamenti, distorsioni, ematomi. Ripensa ad una condizione, in cui certamente ti sarai trovato, dopo una caduta, un incidente, un colpo ricevuto e comprenderai come si sente Arnica nell’immediato e nei giorni seguenti. Il rimedio può curare sia il danno fisico che il danno psichico derivato dal trauma, le cui conseguenze spesso rimangono molto a lungo. Il soggetto Arnica è indolenzito, ammaccato, ha timore di essere toccato o urtato per paura del dolore che ne deriverebbe, si muove poco e con estrema cautela per evitare di traumatizzarsi ancora. A letto non trova una posizione ed è costretto a muoversi in continuazione per cercare sollievo ai dolori. Nei casi più gravi è stordito, sotto shock, assopito o totalmente incosciente, sopraffatto dall’avvenimento. Ricorda anche che l’intervento terapeutico con questo rimedio non può sostituire l’accertamento del danno e le eventuali manovre di ordine chirurgico, ma la sua somministrazione risulta sempre utile, spesso in modo determinante. Arnica può utilizzarsi anche in numerosi altri accidenti di natura molto grave: ictus (cioè emorragie o trombosi cerebrali), emorragie di vari organi e strutture come la retina, l’utero, crisi ipertensive ed altre ancora; in questi casi il risultato sarà un contenimento del danno ed un recupero della condizione del soggetto colpito, per quanto la situazione lo renda possibile. E’ utile nelle conseguenze di fatiche muscolari, dopo sforzi eccessivi che lasciano indolenziti e spossati, in questi casi il recupero sarà molto più veloce. Utile sia prima che dopo interventi chirurgici di qualsiasi tipo ed entità, dalla semplice estrazione dentaria ad interventi molto impegnativi. Per sintetizzare possiamo dire che ogni situazione che sottoponga il soggetto ad uno stress che poi lo lascia provato, stordito e dolente, può beneficiare dell’aiuto di Arnica montana.

Ignatia amara

Triste, affranto, mutevole e con un nodo in gola.
E’ una pianta della famiglia delle Loganiaceae. L’ho inserito fra i 12 rimedi che devi conoscere perché è prezioso nelle conseguenze di traumi di tipo emotivo ed affettivo. Il tipico soggetto Ignatia è una persona di temperamento eccitabile, ipersensibile, capriccioso, di umore estremamente mutevole, con tutta la sintomatologia immaginabile riferita a somatizzazioni di emozioni. Corrisponde più spesso a donne e bambini, ma non sono esclusi maschi adulti. Puoi curare con Ignatia disturbi causati da tristezza e paura. Ignatia può essere silenziosa e triste, o piangere convulsamente, o alternare l’uno all’altro; può anche improvvisamente diventare incredibilmente allegra per poi tornare allo stato precedente. Si dice infatti di Ignatia che ha sintomi contraddittori, difficilmente comprensibili secondo una logica razionale. Sente di avere un nodo in gola che non va né su né giù, spesso soffre di mal di testa, può avere spasmi in ogni parte del corpo, in ogni organo e apparato. E’ facile che abbia tremori che possono arrivare fino a convulsioni, svenimenti e molti altri sintomi, sempre derivati da emozioni intense. Su tutta la sintomatologia emerge evidente uno stato di tristezza, più o meno chiaramente espressa. Ignatia non sa metabolizzare le emozioni e cade malata in forma isterica, difficile da comprendere e talvolta da accettare. Ti ricordo che l’isterismo è una modalità di sofferenza e non un difetto che si cura con i rimproveri o l’ironia. Ogni volta che hai a che fare con persone sensibili, che hanno subito: un lutto, una delusione d’amore, uno spavento, una brutta notizia, comunque qualcosa che li ha profondamente turbati, non sprecare troppe parole di consolazione che risultano inutili o anche dannose, con Ignatia puoi rendere la sofferenza della persona colpita meno dolorosa e più contenibile.

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