Considerazioni generali e casistica di Lac caninum

IL MEDICO OMEOPATA n. 35 (Giugno 2007)
Dott. Gustavo Dominici

RIASSUNTO

In questo lavoro vengono esposti alcuni casi clinici risolti dal trattamento omeopatico con Lac caninum. Il medicamento è ottenuto tramite diluizione centesimale e succussione (dinamizzazione) della sostanza originaria: il latte di cagna. I casi clinici descritti e gli altri richiamati dimostrano come questa sostanza sia capace di guarire numerose patologie, anche molto significative fra cui: febbri frequenti nell’infanzia, sindromi ansioso-fobiche, amenorrea e molte altre, purchè presenti i sintomi chiave della sua patogenesi. Particolare attenzione va data alla capacità terapeutica dimostrata in molti casi di mononucleosi infettiva, dove si pone come medicamento di prima scelta.

PAROLE CHIAVE

Latte di cagna – Lac caninum – Fobie ed allucinazioni – Mononucleosi infettiva

INTRODUZIONE

Durante il 46° Congresso LMHI di Colonia del 10 maggio 1991, la pediatra austriaca Jutta Gnaiger, presentò un’eccellente relazione su Lac caninum (1) con 8 casi clinici. In quella circostanza compresi quanto fosse importante questo medicamento. Ulteriori elementi li trovai nella Materia Medica di J. T. Kent (2) dove, tra molte informazioni preziose, l’Autore afferma: All the milks should be potentized, they are our most excellent remedies, they are animal products and foods of early animal life and therefore correspond to the beginning of our physical nature.

In seguito consultai il testo di E. P. Anshutz (3) in cui l’Autore espone tre casi di faringo-tonsillite membranosa in tre adolescenti rapidamente guariti dal medicamento. Nel primo di questi casi avevano fallito Lycopodium e Mercurius, nel secondo Apis; in tutti e tre i casi Lac caninum agisce con velocità stupefacente. Pensai che con probabilità quei giovani pazienti fossero ammalati di mononucleosi infettiva, sconosciuta al tempo, di conseguenza il rimedio si proponeva come terapia in casi simili.
Nella mia pratica clinica i risultati hanno confermato questa intuizione. L’utilità del rimedio non si ferma però ad una tonsillite pseudo-membranosa, risulta prezioso in molte altre situazioni, nei bambini e negli adulti, quando, come direbbe il Kent, corrisponde al quadro globale del Paziente. Il medicamento Lac caninum però non è facile da conoscere. Si ricordano facilmente dei sintomi molto caratteristici quali la paura e le allucinazione di serpenti ed insetti, la sensazione di essere guardato con disprezzo e molti altri, ma i quadri sintomatologici che si presentano possono essere molto differenti l’uno dall’altro.

MATERIALI E METODI

La sostanza dinamizzata Lac caninum è stata utilizzata secondo la metodica dell’Omeopatia Classica, raccogliendo cioè i sintomi caratteristici dall’interrogatorio e dall’esame obiettivo del Paziente e confrontandoli con la patogenesi del rimedio, appresa dai numerosi Autori che hanno scritto su di esso. Le potenze utilizzate sono state le centesimali hahnemanniane (CH) e korsakoviane (K), spesso con modalità crescente. A seguire alcuni casi clinici scelti fra i più rappresentativi del medicamento.

IL RAPPORTO ESCLUSIVO

CASO N. 1

Il caso che segue può essere considerato paradigmatico, vista la particolare natura del rimedio, cioè la sua origine dal latte di cagna. È particolarmente interessante l’evoluzione del comportamento del bambino nel rapporto con la madre. Durante le varie visite mi è parso evidente come il mantenimento del legame esclusivo con la madre fosse proporzionale all’avversione ad ogni tipo di relazione con l’ambiente esterno, medico incluso.
Bambino di 2 anni e 1⁄2.
Conosco il piccolo Paziente da oltre un anno, quando la madre lo portò in visita per febbri ricorrenti e scarsa crescita. Le febbri iniziarono con la precoce frequenza dell’asilo nido e da un po’ si susseguivano un episodio dopo l’altro, quasi senza pausa. Il bambino al tempo aveva 14 mesi, era nutrito ancora al seno, non riusciva a camminare. Si calmava solo in braccio alla madre e allattato. Aveva i timpani cronicamente arrossati. Peso ed altezza erano al di sotto dei percentili. Prescrissi Pulsatilla ed ottenni un ottimo risultato. La cura poi proseguì con Calcarea carbonica come rimedio costituzionale e Belladonna nei casi acuti, con buoni risultati e miglioramento dei parametri di crescita.

26 LUGLIO 2004 – IN STUDIO
Durante la visita attuale la madre mi comunica di aver effettuato il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia), nonostante la mia netta opposizione. Tuttora allatta il bambino nonostante gli oltre 30 mesi di età, mi dice una volta al giorno, ma sospetto molto di più. Mi comunica anche di non riuscire a togliergli il pannolino. La signora si mostra estremamente possessiva nei suoi confronti, con eccessive e costanti premure. Le spiego con calma che l’allattamento è cosa preziosa, ma se troppo protratto può creare numerosi inconvenienti. Lei risponde: È lui che me lo chiede! Rinuncio all’opera di convincimento, che non ha possibilità di successo, ed osservo il bambino.
Ha occhiaie molto pronunciate. Mi si dice timido, a me appare piuttosto corrucciato. Non pronuncia suono. Cerco di comunicare in vario modo, ma lui si rifugia piagnucolante dalla madre.
Il sintomo caratteristico risulta essere: ALLATTAMENTO PROLUNGATO. Colpiscono il rapporto esclusivo con la madre, che esclude completamente il mondo esterno, e anche la mancata emancipazione in ogni aspetto. In base a ciò prescrivo:
LAC CANINUM 200K ed MK – In dose unica, a distanza di 10 giorni, sia alla madre che al bambino.

FOLLOW UP
6 GIUGNO 2005 – Dopo quasi un anno la madre afferma felice: La cura fu miracolosa!
Ha sofferto di una varicella molto lieve e poi più nulla, nonostante la frequenza della scuola materna. L’allattamento finalmente è stato interrotto, ha iniziato a mangiare proprio tutto, anche a scuola, persino frutta e verdura che aborriva. La crescita è stata veramente miracolosa, fino al 70° percentile in altezza e peso. Quindi tutto più che bene.
Noto tracce di emancipazione: ad esempio cammina qua e là per lo studio, ma non accetta un rapporto con me, si rivolge solo alla madre. Se lo interpello si nasconde e si rifugia dalla madre. Porta i capelli molto lunghi, tanto da essere scambiato per una bambina, cosa che non sembra dispiacere. Le cose vanno talmente bene che decido di non intervenire.

16 GENNAIO 2006 – Un mese dopo prescrissi ancora Lac caninum 200K per un lieve episodio acuto, con successo. Bene fino a poco tempo fa, quando è sorta una febbre intensa, otite e tuttora ha tosse stizzosa. È tornato inappetente. Si rivolge esclusivamente alla madre, è totalmente dipendente dalle espressioni di lei, legato indissolubilmente ad ogni suo stato d’animo. Mentre lo osservo, la madre mi comunica: È molto affettuoso con me! E in effetti il bimbo si aggira solo nei suoi dintorni, ogni tanto la bacia, la tocca, si strofina a lei. Con gli altri invece è assai poco espansivo e credo che le due manifestazioni siano strettamente collegate. Mi rendo conto di come la madre sia l’unico tramite fra lui ed il mondo, non ha contatti diretti con l’esterno. Il bambino gioca con lei, poi improvvisamente la scaccia e la picchia. Cerco di inserirmi, ma è impossibile. Parlo con lei ed il bambino allora mi picchia con violenza e poi picchia la madre. Visti i risultati della precedente terapia, prescrivo ancora:
LAC CANINUM 200K ed MK – In dose unica, a distanza di 30 giorni.

31 MAGGIO 2006 – In questo periodo ha avuto un’eruzione scarlattiniforme, guarita velocemente da Lac caninum 200K, poi un altro episodio acuto, che ha ricevuto la stessa prescrizione con successo. La madre lo riporta perché sono tornate la tosse e l’otite. Il bambino mantiene lo stesso aspetto un po’ femminile, ma è molto più vivace, esuberante, addirittura loquace: parla molto di più, anche se non bene. È senz’altro meno dipendente dalla madre, riesco anche a rapportarmi a lui senza il solito filtro. Ha avuto precoci carie e ha una desquamazione periodica della palme dei piedi, senza vera dermatite. Continua a crescere molto bene ed a non ammalare praticamente mai. La madre è entusiasta, io anche.
LAC CANINUM XMK – Dose unica.

Fino al momento attuale il bambino non ha più avuto alcun problema. Sporadicamente ricevo una telefonata della madre che mi conferma le ottime condizioni di salute chiedendomi cosa fare; puntualmente rispondo: Nulla! Ha più di 5 anni e sono quasi 3 anni che assume esclusivamente e piuttosto raramente Lac caninum.

LE FOBIE E LE ALLUCINAZIONI

Il tipico Paziente Lac caninum è eccitabile, estroverso (quasi come Phosphorus), isterico e pieno di paure. (4)
In effetti la fantasia eccitata della sostanza genera paure intense e allucinazioni di ogni tipo, in particolare di animali, con speciale predilezione per i serpenti. Eccitabilità + paura dei serpenti non sempre è = a Lachesis mutus o ad un altro rettile, ne va tenuto conto. Ma una caratterizzazione così limitata non è sufficiente per descrivere il rimedio, che può generare e curare situazioni depressive molto gravi: Sfiduciata e disperata;(…) non ha un amico per cui vivere; non ha nessuna cosa valida per vivere, piangerebbe ogni momento. (6)
La sostanza dinamizzata genera anche una grande sfiducia in sé, un profondo senso di autodeprezzamento, una sorta di inconsistenza (7), che spesso viene proiettata sugli altri con sensazione di essere disprezzato ed abbandonato da tutti.

CASO N. 2

13 MAGGIO 1995 – IN STUDIO
È un ragazzo di 13 anni.
Mentre la madre mi racconta lui sta sulla sedia, buttato giù, come inerte. Sembra sonnolento, vuole sdraiarsi di continuo. La madre è preoccupata perché da un po’ è abulico ed assente, soffre di paure ed ammala frequentemente. Mi racconta che:

• Ha mal di testa a scuola, alla fronte.
• È molto sensibile al dolore, ai sapori, agli odori. Dormendo ha molta salivazione.
• I giorni scorsi ha fatto la pipì a letto.
• Dice che ha paura di crescere, di diventare grande.
• Ha paura del buio, che ci sia qualcuno in casa, ladri, fantasmi. Afferma di aver visto un fantasma. Ha incubi notturni, vede strane forme, pupazzi di neve.
• Ha paura dei ragni. Immagina ragni e formiche nel fondo del letto, scorpioni; prima di andare a letto guarda con attenzione; si mette i calzini per dormire, anche d’estate.

Fra le sue paure quella che più risalta è quella dei ragni, per i quali ha un vero terrore. L’altro sintomo caratteristico sono le allucinazioni di ragni o altri insetti nel letto (Synthesis 8.1) (5):

• MIND – FEAR – spiders, of
• MIND – DELUSIONS – spiders, sees
• MIND – DELUSIONS – insects, sees

Lac caninum include i tre sintomi. In base a tale risultato prescrivo:
LAC CANINUM 200K in unica soluzione.
Furono sufficienti due sole dosi dello stesso medicamento a distanza di 5 mesi l’una dall’altra: il ragazzo ammalò molto raramente; la sintomatologia delle paure scomparve definitivamente. È ancora mio Paziente dopo 12 anni, non ha più necessitato di Lac caninum.

CASO N. 3

Donna di 68 anni, brevilinea, sovrappeso, di indole dolce. Soffre di: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, algie reumatiche, ernia inguinale destra, insonnia e di numerosi altri disturbi di vario genere. Nella sua anamnesi numerosi interventi chirurgici: emorroidi; isterectomia (48 anni); varici arti inferiori (2 interventi); ernia inguinale sinistra; valgismo alluce destro; tonsille; appendice; un aborto volontario.
Racconta che dopo una anestesia perse la vista e la memoria e che da quel momento non riesce più a concentrarsi. Assume numerosi farmaci: TOTALIP 20mg; ALAPRIL 20mg; FUROSEMIDE 25 mg; NORVASC 5 mg; NEBILOX 5 mg; spesso FANS.
Viene a visita principalmente a causa dei dolori reumatici e di un intenso dolore all’ipocondrio destro, probabilmente causato dall’ernia inguinale omolaterale.
È un soggetto particolarmente impressionabile, ricorda in modo vivo persino gli episodi della II guerra mondiale, quando aveva pochi anni. Racconta di altri traumi emotivi (il fratello che tentò più volte di suicidarsi), di cui serba ricordi molto intensi, come fossero accaduti poco tempo fa. In effetti, osservandola mentre ne parla, si nota un coinvolgimento emotivo intenso ed attuale. In due successive visite e telefonicamente prescrivo Rhus toxicodendron prima e Medorrhinum poi, ottenendo un certo sollievo dei sintomi e la diminuzione dell’impegno farmacologico.
Mi rimane la sensazione di non aver conosciuto adeguatamente la Paziente, sommerso dalla sintomatologia troppo variegata e dalla moltitudine di dati da esaminare. Così, quando torna in visita, cerco di approfondire la ricerca sintomatologica.
La Paziente si presenta come sempre dolce, molto sofferente, ipersensibile, spaventata da tutto, tormentata da angosce. È in procinto di sottoporsi all’intervento di asportazione dell’ernia inguinale destra, ritenuta la causa del dolore all’ipocondrio, cosa di cui non sono affatto convinto. Sarebbe il suo 14° intervento e ne ha molta paura. Mi comunica:

Con la cura ho avuto il dolore più raramente, ma ora è continuo! Ce l’ho qui, a destra, se sto troppo a lungo in piedi ferma, con forti crampi, poi esce del gas e passa, mi dura 10 minuti. La notte non ce l’ho. Sono molto stitica, da sempre; ho come un tappo e poi esce il sangue.

Sono convinto che il miglioramento dell’alvo farebbe scomparire il meteorismo ed il dolore che la tormenta. La Paziente mi racconta poi di tutti gli altri dolori, dei dispiaceri, della sua sensibilità, ma sono notizie che conosco, mi interessa invece altro, per cui le chiedo come riposa la notte, che è un’ottima spia delle condizioni di un soggetto:
Non appena mi addormento subito faccio sogni brutti … sogno tanto, sempre … mi sveglio spaventata. Spesso mi stanno violentando … non appena chiudo gli occhi …vedo ombre, a volte mi addormento solo alle 4 del mattino.

Le chiedo poi se ha paura di qualcosa in particolare.
Ho tanta paura dei serpenti, una paura terribile, anche solo se li vedo in TV … ma ho paura della guerra, che succeda qualcosa di brutto a mia figlia, ai nipoti … però i serpenti … li sogno che passano sopra il letto … mi vengono i brividi a parlarne, non posso nemmeno parlarne! Comunque io vivo con tanta paura, io vivo di paure! Sono stata sempre così, da quando ero piccola.

Il sintomo: MIND – FEAR – snakes, of (5) include 26 rimedi di cui solo uno al 3° grado: Lac caninum. Al grado 2° compaiono Abelmoschus, Elaps e Lachesis. In effetti uno dei medicamenti omeopatici da differenziare da Lac caninum è proprio Lachesis mutus, che risulta però assai differente.
I sintomi: MIND – DELUSIONS – snakes e MIND – DELUSIONS – snakes – in and around her4 sono keynotes di Lac caninum.
LAC CANINUM 200K – Un tubo dose. Le sconsiglio l’intervento chirurgico.

FOLLOW UP
3 MESI DOPO – Dopo 30 giorni ancora Lac caninum 200K per telefono. Attualmente, in studio, ha l’aspetto molto più sereno, un’espressione del viso notevolmente diversa. Mi comunica:
Sto molto meglio, dormo, riposo. Non ho più il sangue nelle feci, ma la stitichezza rimane. Se non vado al bagno mi gonfio e mi vengono i dolori … solo in piedi, da seduta passano.
LAC CANINUM MK – Un tubo dose.

40 GIORNI DOPO – Per telefono mi comunica che tutto va bene, dorme bene, è serena, che il dolore all’inguine destro è passato, ma che ha dei dolori ai calcagni, che aveva avuto in passato. Rilevo come la guarigione proceda dall’alto in basso ed anche un ritorno sintomatologico. Prescrivo Lac caninum 35K.

2 MESI DOPO – La Paziente mi chiama perché ha terminato i granuli e desidera sapere cosa fare. Le chiedo come sta e lei mi risponde che si sente calma (cosa che può apparire normale, ma non per la Paziente, fino a poco fa era una sensazione a lei estranea), ha il dolore ai calcagni e, se si stanca, anche all’addome. Prescrivo LAC CANINUM XMK. Attendo i risultati.

CASO N. 4

Ragazza di anni 16, esile, delicata. Viene per amenorrea, dermatite atopica, irsutismo, vitiligine. Il ciclo non è mai stato regolare, il flusso sempre scarso. Cinque mesi or sono ha asportato le tonsille a causa di infezioni recidivanti, 5 episodi solo nell’ultima estate, accompagnate da afte. Da allora è amenorroica. Soffre da tempo per dermatite seborroica nucale che peggiora nei periodi di stress. La madre è affetta da Lupus eritematoso sistemico. La invito a parlare di sé:

Mi sento triste, tutti mi odiano e mi scansano, io li amo, ma nessuno mi capisce.
Smetto tutte le attività che inizio. Mangio molto e anche le unghie.
Rispondo sempre male a mia madre.
Ho sempre prurito, peggio da qualche mese: alla testa, al collo, ai polpacci … ed ho anche la cellulite!

Le chiedo se ha paura di qualcosa:
Più che paure ho dei veri e propri incubi: serpenti che mi entrano nei pantaloni, mi strisciano addosso … sin da piccola ne ero terrorizzata, come un ribrezzo dentro.
A volte ho la sensazione che la mia stanza non abbia pavimento, che c’è il vuoto. La notte sogno che i miei amici mi scansano, che mi trattano male, che non conto nulla per loro; è un sogno ricorrente.

Le chiedo se soffre di altri disturbi:
A volte ho forti mal di pancia, intorno all’ombelico; migliorano se bevo acqua calda. Certe volte ho il vomito. Soffro di giramenti di testa per leggeri movimenti della testa, anche per cambiamento di clima. Ho anche avuto 2 svenimenti.

Durante la visita noto delle macchie di vitiligine alla palpebra superiore sinistra, che afferma di avere dall’età di 4 anni, la cui estensione si è spontaneamente delimitata. La ragazza ha lentiggini al viso. Soffre di un certo irsutismo. DHEA 3,10 ng/ml (v.n.: 1,2-3,6). Androstenedione 5,3 ng/ml (v.n.: 1-3). Prescrivo:
LAC CANINUM 200K – Un tubo dose.

FOLLOW UP
30 GIORNI DOPO – Il flusso mestruale arrivò dopo 7 giorni, durò un giorno e mezzo, senza dolore. Dal giorno seguente ebbe una rinite che tuttora è presente, da qualche giorno accompagnata anche da tosse. Afferma di sentire: come un tappo di muco in testa. Poco dopo l’inizio della cura ebbe un episodio di vomito, poi non più ripresentato. Ha anche avuto mal di testa i primi giorni, poi scomparso; da ieri si è ripresentato. Ha anche avuto prurito alle mani nella prima settimana, poi scomparso, ora tornato. La ragazza afferma:
All’inizio ero ancora più prevenuta, scorbutica … poi mi sono sentita meglio … pensi, non ho mai litigato con mia madre! Da qualche giorno però sto tornando quasi come prima.
Sto facendo dei sogni stranissimi: ero un uomo e la suocera mi cacciava … oppure il mio migliore amico mi chiedeva di insegnargli a nuotare, ma poi affogava. Oppure mucche rosa che parlavano …
Mi sento sempre inferiore alle mie amiche, per un motivo o l’altro.
Non voglio che gli altri siano cortesi con me, è un po’ come se dovessi avere un credito verso loro …

Nel complesso la ragazza sta meglio. La lettura dei sintomi fa comprendere che il rimedio è probabilmente corretto, ma la sua durata d’azione è stata breve; probabilmente la potenza scelta è stata troppo bassa. Visitandola trovo il faringe molto arrossato che le causa una tosse spasmodica. Scopro che cerca insistentemente i gelati.
LAC CANINUM MK – Un tubo dose.

4 MESI DOPO – Le mestruazioni sono venute puntualmente ed il flusso è stato adeguato. Non ha più fatto sogni strani, afferma con noncuranza di non ricordare più i sogni. Un mese dopo l’inizio ebbe un mal di denti da otturazione saltata, che riparò senza assumere farmaci.
Ha iniziato il nuovo anno scolastico molto bene: Come mai prima! Non effettuati i dosaggi ormonali richiesti. LAC CANINUM 35K – Tre granuli x 2 volte al giorno.

LA MONONUCLEOSI INFETTIVA

Malattia acuta provocata dal virus di Epstein-Barr, caratterizzata da febbre, faringite e linfoadenopatia. (…) Dopo l’infezione primaria il EBV rimane all’interno dell’ospite per tutta la vita e viene eliminato in modo intermittente dall’orofaringe. (…) L’eliminazione orofaringea aumenta in frequenza e in quantità nei pazienti immunodepressi (…) Il EBV è stato anche associato al linfoma di Burkitt africano, ad alcune neoplasie delle cellule B nei pazienti immuno depressi (specialmente i trapiantati, quelli con infezione da HIV …) e al carcinoma nasofaringeo. (…) È stato postulato che il EBV giochi un ruolo in alcuni linfomi a cellule B (…). Negli ultimi anni molti studiosi hanno individuato una relazione nei pazienti con la sindrome da stanchezza cronica (…). (8) Semplicemente dalla nostra pratica clinica possiamo rilevare l’incremento della mononucleosi negli ultimi anni. Una malattia certamente benigna, ma di tutto rispetto per il coinvolgimento del sistema immunitario, per il decorso e la debilitazione che spesso comporta, per le innumerevoli e non ancora chiare implicazione del EBV con molte gravi malattie. Perché ciò avvenga non è dato sapere, ma possiamo con certezza affermare che i numerosi maltrattamenti ai quali è sottoposto il sistema immunitario, dai vaccini alle numerose terapie cortisoniche ed ormonali in genere, aprono la strada al EBV e non solo. La medicina omeopatica può curare con eleganza e rapidità tali situazioni ed il rimedio Lac caninum si è dimostrato una risorsa eccezionale.
Ho diagnosticato e curato molti casi di mononucleosi, malattia a volte non sospettata e quindi misconosciuta, anche se sempre meno. Venti di questi li ho raccolti e talvolta pubblicati (9),(10). In uno in particolare (Una guarigione molto veloce(9)) la guarigione fu talmente veloce e sorprendente – appena 3 giorni! – da lasciare stupefatta la pediatra che negò categoricamente a posteriori l’eventualità della malattia, smentita poi dagli esami che, tra l’altro, indicavano transaminasi altissime. Posso affermare con assoluta certezza che il rimedio Lac caninum, nel 70% dei casi guarisce la malattia in modo sorprendente per velocità e completezza. I Pazienti dopo poco risultano perfettamente sani ed in forma. Un altro rimedio utilizzato con successo più volte, ma in percentuale senz’altro minore, è Lycopodium clavatum. È inoltre utile tenere conto del medicamento Lac caninum nei casi in cui le membrane ricoprono le tonsille e Mercurius solubulis, apparentemente ben indicato, fallisce: il risultato è quasi garantito.

CASO N. 5

Mi telefona con apprensione un Paziente che vuole farmi visitare con urgenza sua figlia affetta grave tonsillite che non accenna a guarire. La ragazza ha 16 anni. Si presenta bizzarra, inusuale, anche un po’ sfrontata.

14 giorni prima ha sofferto di intenso mal di testa in concomitanza del flusso ed ha assunto acido acetilsalicilico. È rimasto il mal di testa che è sfociato, giorni dopo, in una febbre a 38°C per giorni, poi salita costante a 39°C per altri giorni ed una brutta tonsillite. Assunti due differenti antibiotici (amoxicillina + ac. clavulanico prima, ceftazidima poi): la febbre scompare lentamente, ma le pseudo-membrane rimangono intatte con, in aggiunta, eruzione e prurito diffusi. La Paziente riferisce:
Sono agitata, nervosa, devo grattarmi …
Sono una che sviene facilmente e anche vomito facilmente.
Ho paura di essere bocciata a scuola, ho fatto tutte queste assenze, non riuscirò a recuperare! Mi viene da piangere per la rabbia.

L’esame obiettivo rivela pseudo-membrane biancastre diffuse su entrambe le tonsille.
Non rilevando altri sintomi prescrivo LAC CANINUM 30 CH, tre granuli ogni 4 ore circa. Dopo 3 giorni mi comunica che sta molto meglio. Le prescrivo LAC CANINUM 200K.
La rivedo in studio dopo 9 giorni dal primo incontro ed è in perfetta salute, ironica, spiritosa anche in eccesso, mi prende in giro. La visito con cura, ma non riscontro la necessità di alcuna prescrizione. Dopo 5 anni ancora mi telefona 2-3 volte l’anno quando ha qualche febbre.

CASO N. 6

È una consultazione telefonica della madre di un ragazzo di 12 anni. Mi chiede aiuto perché suo figlio è malato da 3 giorni con una brutta tonsillite con numerose placche su tutte le tonsille. La sua pediatra, che ha studiato Omeopatia, gli ha prescritto Mercurius solubulis che sta assumendo da 3 giorni piuttosto assiduamente (non ricordo con precisione la potenza né la frequenza, ma decisi che la seconda era eccessiva). Mi chiede di fare qualcosa. Faccio altre domande, ma non ricavo nulla. Le prospetto la possibilità della mononucleosi e prescrivo Lac caninum 30 CH ogni 4 ore circa. Dopo 3 giorni il ragazzo è completamente guarito. Non è stato effettuato alcun esame. Si è presentata un’altra tonsillite telefonica e lo stesso medicamento ha guarito.

CASO N. 7

È il caso molto recente di un bambino di quasi 3 anni, chiaro, delicato, pallido. Lo porta in visita per la prima volta la madre, raccontandomi che già dal primo anno di vita ha iniziato ad ammalare di continuo, nonostante le avesse fatto tutti i vaccini (!).
Ha assunto antibiotici anche di recente, ma non è completamente guarito, è stato debole, con febbricola costante e, proprio da questa notte, la temperatura è salita a 40°C, con lieve diminuzione dopo paracetamolo.
In effetti il bambino è molto provato e molto pallido. Rimane in braccio alla madre, non parla. Solo dopo un po’, sentendosi più sicuro di sé, scende ed inizia a giocare, mostrando anche una certa furbizia non prevedibile prima. Noto le labbra molto rosse. La madre mi comunica che ha tosse e catarro, che tende alla stipsi, che in genere è molto loquace, perfino spavaldo e che vuole sempre mangiare la carne. Lo visito, trovo delle afte nel cavo orale, una magrezza molto rilevante (il bambino è al 5° percentile, sia come peso che come altezza), una notevole debilitazione, tono muscolare proprio scarso. Fra numerosi dubbi, dopo aver esaminato più rimedi, prescrivo Acidum muriaticum 200K. Il miglioramento è lieve. Nei giorni successivi mi tengo in contatto con la signora, prescrivo ancora, ma la situazione non si modifica affatto, anzi, aggrava. Così 5 giorni più tardi vado in visita a domicilio.

Il bambino è ancora più magro e più debilitato. La temperatura è rimasta costantemente elevata, incurante del paracetamolo che ogni tanto la madre ha somministrato, attualmente è 39,3°C. Il cavo orale si è completamente riempito di afte, alle guancie, alla lingua, impedendo così al bambino di nutrirsi. Il timpano destro è intensamente arrossato e provoca dolore. I linfonodi cervicali sono ingrossati in modo rilevante e generalizzato. Controllo le altre stazioni linfonodali, ascellari ed inguinali, e trovo la stessa situazione. Devo barcamenarmi per tutta la durata della visita perché il bambino vuole stare esclusivamente in braccio alla madre, aderendo completamente a lei, urlando se si tenta di spostarlo. È probabile che si tratti do mononucleosi infettiva. Penso a Lac caninum, verifico che è presente nel dolore all’orecchio destro e quindi prescrivo:
LAC CANINUM 30 CH – 3 granuli ogni 4 ore.

Il bambino migliora molto velocemente: dorme molto, la temperatura scende sin dal giorno dopo e si normalizza in 36 ore, riprende a mangiare e l’umore migliora. Lo seguo telefonicamente, diminuisco la frequenza di somministrazione del rimedio e lo visito in studio dopo 8 giorni. La mamma si è ripresa dallo spavento, è felice di aver perseverato ed esclama:
Una ripresa estremamente veloce! Ora mangia molto, di tutto, in particolare il latte.
In effetti da quando me lo ha chiesto mi sono ricordata che questo periodo stava molto attaccato a me, anche se da 2-3 giorni va meglio.

Certamente il risultato è brillante, il bambino è migliorato, è aumentato incredibilmente di peso, ma non ha ancora un aspetto che si possa definire salubre. È ancora debole, ipotonico, intimorito. Prescrivo LAC CANINUM 200K in dose unica.

Dopo alcune settimane la madre viene ad accompagnare alla visita la sorella del piccolo Paziente e lo porta con sé. Non lo visito, ma non c’è bisogno, solo a vederlo posso affermare che sta bene: spavaldo, bel colorito, perfino vigoroso; e la mamma aggiunge: E non si è più ammalato! Chiesi l’esame del sangue per verificare la diagnosi, ma la madre non se l’è sentita di farlo, ed io non ho insistito.

CONCLUSIONI

La trattazione del rimedio non ha alcuna pretesa di essere esaustiva. Tanti altri importanti aspetti potrebbero essere presi in considerazione ed altri casi clinici. Mi preme aggiungere solo un importante keynote: GENERALS – SIDE – alternating sides (5), che condivide con 25 altri rimedi, in particolare al 3° grado con Cocculus, sintomo che si rivela un tratto fortemente indicativo per la prescrizione. Mi è accaduto di pensare al rimedio con successo semplicemente rilevando questa singolare caratteristica: in una tonsillite, in una rinite, in un’otite, in una cefalea. Certamente un sintomo non è sufficiente, ma ce lo porta alla mente, appunto un keynote.
I pochi casi descritti e gli altri richiamati dimostrano come questa sostanza dinamizzata possa esprimere tutta la grande potenzialità terapeutica in numerose patologie, anche molto significative fra cui: febbri frequenti nell’infanzia, sindromi ansioso-fobiche, amenorrea e molte altre, purchè presenti i sintomi chiave della sua patogenesi.
Particolare attenzione va data alla capacità terapeutica dimostrata in molti casi di mononucleosi infettiva, dove dimostra essere medicamento di prima scelta. Considerata l’importanza o semplicemente la concomitanza di EBV in numerose gravi patologie, è ipotizzabile l’uso terapeutico di Lac caninum nei casi di linfoma, quando sia presente la caratteristica sintomatologia e quando la situazione lo reputi opportuno.

Bibliografia

1. J. GNAIGER – Angst, Sehnsucht und Unvermogen bei Lac Caninum Acht Krankengeschichten – 46th Congress LMHI, Proceeding-Band I, Pag. 166-8, Colonia, maggio 1991.
2. J. T. KENT – Lectures on homeopathic Materia Medica – B. Jain Pub., New Delhi, 1990.
3. E. P. ANSHUTZ – New old and forgotten remedies – B. Jain Pub., New Delhi, 1989.
4. R. MORRISON – Manuale guida ai sintomi chiave e di conferma (Traduzione di B. Galeazzi) – B. Galeazzi editore, Bassano del Grappa, 1998.
5. F. SCHROJENS – Synthesis 8.1 – ARCHIBEL, Assesse (Belgio), 2002.
6. H. C. ALLEN – KEYNOTES e caratteristiche comparate dei principali rimedi della materia medica – CeMON Ed., Napoli, 1980.
7. G. LUSI – Esperienza clinica di Lac caninum – Atti del VI Congresso nazionale FIAMO, Roma, novembre 2004.
8. Autori Vari – The Merck Manual 17° edizione – Medicom Italia, Milano, Giugno 2000.
9. G. DOMINICI – Il Medico Omeopata, Anno IV n. 13: 1. Una diagnosi tardiva; 2. Una guarigione molto veloce – FIAMO, Terni, Marzo 2000.
10. G. DOMINICI – Il Medico Omeopata, Anno V n. 19: Mononucleosi infettiva (quattro casi clinici) – FIAMO, Terni, Aprile 2002.

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