Definire i limiti della ricerca

IL MEDICO OMEOPATA n. 56 (Giugno 2014)
Dott. Gustavo Dominici

Mio nipote ha quattro anni e vive in un’altra città. È stato facile curarlo omeopaticamente, da poco dopo la nascita si è evidenziato in modo chiaro il rimedio Chamomilla al punto che per ogni problema venivano somministrati pochi globuli di dose 200K e tutto si risolveva velocemente, sia che fosse di natura organica che funzionale.
Mi diceva mia figlia: Dopo meno di 30 minuti si trasforma, un altro bambino, si calma e poi la febbre passa velocemente, in 24 h. tutto torna a posto. Senonchè ad un certo punto la magia cessa di funzionare, ad ogni problema si prescrive con accuratezza, ma il bambino non guarisce mai completamente. Bryonia fa passare la febbre, ma la tosse non scompare; Lycopodium migliora il suo umore, ma il bambino rimane lamentoso. Quando si è avvezzi al rimedio Simillimum e quindi ad un’alta qualità di risposta è difficile adattarsi ad una condizione normale.
Mia figlia insiste, io annaspo un po’. È domenica sera, ricevo una telefonata: Papà, è tornata la febbre, poca ma ce l’ha. È che non sta mai veramente bene. Gli chiedo di dirmi un po’ di lui: È sempre frenetico, agitato, in movimento, fa tante cose, ma l’aspetto è pallido e provato. La sera poi è lamentoso, mi cerca spasmodicamente. La notte si sveglia, cosa che non ha mai fatto prima. A scuola dà fastidio ai bambini, sveglia quelli che dormono, fa dispetti. E poi non è semplicemente competitivo, peggio! Mentre corre, se si accorge che qualcuno sta per sorpassarlo, si ferma e comincia ad urlare come un ossesso. Ha meno appetito, ma sta bevendo litri di succo d’arancia e mangia una quantità di frutta indescrivibile.
Un solo rimedio omeopatico ha questo quadro sintomatologico: Veratrum album. Da allora il bambino assume pochi globuli al bisogno di dose 200K e guarisce velocemente. Il suo comportamento è migliore.

Un aneddoto non è indicativo di un metodo di lavoro, né abitualmente un caso si risolve per telefono. Ciò nonostante sappiamo con certezza che molti casi ai quali abbiamo dedicato tempo e studio sono rimasti irrisolti, altri hanno trovato rapida e brillante soluzione. Non conta l’impegno, quindi, ma esclusivamente il risultato della ricerca.
Quale è l’oggetto della nostra ricerca?
Auffallenden, sonderlichen, ungewöhnlichen und eigenheitlichen (charakteristischen) Zeichen und Symptome. Sintomi che saltano alla vista, inusuali, straordinari, caratteristici del paziente. Dopo averli identificati, con l’aiuto della repertorizzazione e della conoscenza della Materia Medica, diventa possibile individuare il rimedio Simillimum del caso, a volte persino semplice.

Porre dei limiti suona sempre male, ma nel nostro caso ci permette una migliore concentrazione in un con- testo in cui sviare e distrarsi è parti- colarmente facile. Ogni dato raccolto ha una sua importanza, così come ogni informazione anamnestica; ogni sensazione provata dal paziente, ogni parola possono essere esaminate ed elaborate. E poi perchè non studiare la causa psicologica di una condizione, non approfondire la situazione umana che il paziente vive? O la sua alimentazione?
Nel momento in cui l’oggetto dell’indagine è il soggetto umano nella sua interezza e non una parte di esso, un organo, un apparato o anche la psiche isolata dal resto, ci si accosta ad altre discipline, ad altri scenari, ad altre fonti di informazioni che appaiono preziose.
La Psicologia, l’ Antropologia, la Dietetica, fra le altre, vengono chiamate in causa. Inserire il nostro paziente in una situazione complessa ed articolata è una tentazione forte. È che così facendo, ampliando orizzontalmente il campo d’azione, il nostro obiettivo perde di valore ed il risultato più probabile sarà una grande messe di informazioni interessanti, ma non utili – persino dannose – per la definizione dei sintomi caratteristici e quindi per la prescrizione del Simillimum.
Noi curiamo esclusivamente attraverso il medicamento più simile al quadro clinico. Troppo poco? Buona Estate a tutti voi.

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Per prescrivere il Similimum di un caso occorre evidenziare i sintomi caratteristici del paziente. Questo obiettivo può essere raggiunto con apparente semplicità, in breve tempo, o può essere mancato, nonostante l’impegno. Per arrivare al risultato è importante delimitare il campo della ricerca, sapere con chiarezza cosa si cerca e cosa può creare confusione.

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