Recenti acquisizioni cliniche

V CONGRESSO DI MEDICINA OMEOPATICA FIAMO – Roma, 10-12 Ottobre 2003
Dott. Gustavo Dominici

RIASSUNTO

Il proving della lava del vulcano Etna ha meno di due anni di vita, nonostante ciò la chiarezza dei sintomi forniti dai provers ne ha permesso una precoce prescrizione. I dati raccolti dai pazienti curati dal rimedio con un follow up di oltre un anno, sommati ai dati relativi ai casi acuti ed ai sintomi patogenetici generati involontariamente da altri pazienti, permettono di definire con precisione la fisionomia del rimedio. Si delineano tre diverse tipologie del paziente Etna lava, sinteticamente descritte, seguite dalla relativa casistica.

PAROLE CHIAVE

Etna lava – Sintomi patogenetici e clinici – Tipologie del rimedio

INTRODUZIONE

Il fascino della ricerca di un nuovo rimedio omeopatico si associa alla difficoltà di raccogliere, valutare ed elaborare fruttuosamente la grande quantità di dati che risultano da un Proving. Nella comunità omeopatica mondiale sono stati intrapresi e sono in atto numerosissimi provings, purtroppo molti di questi non soddisfano i requisiti minimi di correttezza metodologica. Quando anche il Proving fosse di buon livello ed i risultati attendibili, spesso tale conoscenza rimane misconosciuta o non utilizzata adeguatamente. Conoscere un nuovo rimedio significa avere accesso a potenzialità terapeutiche insperate, che ci permetteranno di guarire alcuni nostri pazienti invece che semplicemente palliarli. La fase successiva alla raccolta dei dati, l’utilizzazione degli stessi, è la più delicata, il gradino dove più spesso si ferma la ricerca. In effetti debbono essere superate molte difficoltà per arrivare ad una casistica degna di essere presentata e sufficiente a definire le reali possibilità terapeutiche del nuovo rimedio.
Con un’attenta autoanalisi ed osservando accuratamente le esperienze altrui, mi sono reso conto che l’ostacolo maggiore è un eccesso di entusiasmo iniziale che espande nella mente i dati, dilatandoli a dismisura ed arrivando così a vedere il rimedio dove non c’è, a prescriverlo quando non è adatto. Qualcosa del genere è sempre accaduto nel mondo omeopatico, causa la natura particolarmente soggettiva della prescrizione. Storicamente è facile rilevare come ogni terapeuta si sia affezionato a qualche rimedio, prescrivendolo in percentuale sproporzionata rispetto ad altri. Questo accade ad ognuno di noi, per verificarlo è sufficiente una rilevazione statistica delle nostre prescrizioni, che ci indicherà come alcuni rimedi siano troppo presenti, spesso ingiustificatamente. La soluzione ad un tale problema è un maggiore rigore ed una migliore pulizia mentale da facili euforie, che presto saranno smentite dai fatti, semprechè non si decida di far tornare comunque i conti.
Ho trovato soluzione a tale quesito leggendo e rileggendo i sintomi dei provers di Etna lava, ed ogni volta accorgendomi di come nella mia mente continuassi a produrre immagini del rimedio non fondate, spesso scambiate per intuizioni.
La pratica dell’Omeopatia è fondata su due componenti, le iper-nominate Scienza ed Arte, che implicano conoscenza dei dati e capacità intuitiva ed applicativa. Sono arrivato alla convinzione che la seconda componente, quella cosiddetta artistica, ma che preferisco individuare come senso clinico, sia stata ipertrofizzata, fino a ritenere che qualunque cosa sorga alla mente sia materiale prezioso. Ad una più attenta valutazione non possiamo non rilevare che spesso la nostra mente ci suggerisce cose che rientrano più nella categoria delle sciocchezze che delle ispirazioni, per loro natura non così comuni.
Sulla base di questo percorso di disciplina e di autocritica ho lavorato per mettere a punto dei dati certi, che possano meglio introdurre e far conoscere questo nuovo rimedio, rendendolo così prescrivibile da altri. Ho seguito la regola per cui risultati non certi è bene tenerli per sé in attesa di una definitiva-ma-non-garantita verifica.
Alla fine si sono delineate tre diverse tipologie di pazienti che hanno beneficiato del rimedio. Ho deciso di sviluppare questa indicazione anche per facilitare mnemonicamente l’apprendimento, consapevole che ogni classificazione, per quanto accurata, ha in sé una componente di eccessiva semplificazione.

TIPOLOGIA E CASISTICA CLINICA

“Vulcano è sempre imprevedibile, spesso cupo ed irritato, a volte pericolosamente collerico, in rare occasioni perfino giocoso.”

Biotipo n° 1 – Il Vulcano in fase di quiete.
Persone indolenti ed apatiche, con rabbia compressa e livore molto ben nascosti; giocose; obesità, ipertensione arteriosa, rinite ed asma allergiche.

Caso n° 1
Uomo di 47 anni. Questo caso è incluso nel lavoro su Etna lava presentato al IV Congresso FIAMO come Caso N° 3. Durante l’anno trascorso il paziente ha assunto esclusivamente il rimedio Etna lava. La pressione arteriosa si è mantenuta su livelli ottimali; nessuna bronchite; non è riuscito a perdere peso; accusa sporadici ma persistenti dolori reumatici.

Caso n° 2
Donna di 74 anni. Questo caso è incluso nel lavoro su Etna lava presentato al IV Congresso FIAMO come Caso N° 2. La paziente vive in una città molto distante, difficilmente può venire a farsi visitare. L’ultima prescrizione di Etna lava MK risale al Settembre 2002. Nel frattempo ha mantenuto una discreta salute; recentemente, su insistenza del suo medico della mutua, ha assunto un blando antipertensivo. È stata curata, telefonicamente, nel mese di Giugno con Etna lava 200 K per una febbre con bronchite ed esantema, con guarigione.

Caso n° 3
Uomo di 46 anni.
– Rinite ed asma allergiche stagionali
– Cefalea
– Ipertensione arteriosa
– Dispepsia gastrica
– Lipomatosi sottocutanea diffusa

Paziente sovrappeso, indolente, giocoso. Per molti anni senza lavoro senza apparente preoccupazione, pur essendo sposato e con un figlio a carico. Parla di sé spesso scherzando; a tratti molto timido, schivo; spesso sonnolento, anche in compagnia. Non rispetta le indicazioni dietetiche. Fino ad ora i suoi sintomi sono risultati molto resistenti alle terapie, che lo hanno solo migliorato.
Non ho contatti con lui da tempo, invece la moglie viene a farsi visitare con una certa regolarità; mi parla di lui, mi dice dei suoi mal di testa e dell’ipertensione. Conoscendo la riluttanza del paziente ed avendo chiara nella mente la sua sintomatologia, il 22.10.02 affido alla moglie una ricetta con:
Etna lava 200K

11 Febbraio 2003 – In studio
Da allora ho avuto solo due crisi ipertensive con cefalea; anche qualche cefalea senza ipertensione, non molto intensa.
Soffro sempre un po’ di sonnolenza.
Recentemente in ufficio mi arrabbio, urlo anche (nel raccontare il paziente si mostra vistosamente irritato, per la prima volta mostra un’emozione intensa).
Prurito diffuso, oltre ai soliti lipomi che ho, sparsi dappertutto.
Kg 85,7 P.A.: 150/95
Etna lava MK – Pochi globuli direttamente in bocca.

12 Maggio 2003 – In studio
Bene, abbastanza bene.
Quasi nessun mal di testa, diciamo assenti o cose leggerissime. La P.A. si è mantenuta sui 90 di minima, raramente 95.
Ho dolore al ginocchio destro e gonfiore, posso piegarlo con difficoltà.
Sto soffrendo di rinite allergica, con prurito in gola, occhi ed orecchie che debbo strofinare continuamente, e sciacquarmi gli occhi. Intorno al naso ho come bolle dolenti. Non ho sintomi d’asma.
P.A.: 140/90.
Etna lava MK – In soluzione idroalcolica, 3 gtt al bisogno.

11 Giugno 2003 – Telefonica
Le cose sono andate bene, ho preso le gocce solo 4/5 volte.
Ho avuto le rinite solo il fine settimana, ma noi abitiamo in campagna e mi dedico al giardinaggio ed all’orto; asma niente, cefalea niente. La P.A. è sui 120/85-90. Però il ginocchio, è ancora gonfio, c’è un versamento, la sera a letto ho dolore ed agitazione alla gamba.
Nessuna terapia.

Biotipo n° 2 – Il vulcano in fase di compressione.
Persone chiuse, introverse, di colorito scuro, con rabbia trattenuta, emorroidi, lombalgia, tosse cronicizzante, rinite allergica.

Caso n° 4
Uomo di 44 anni.
– Sindrome da stress
– Crisi emorroidarie
– Lombosciatalgie ricorrenti
– Tosse cronica

Imprenditore, alto, scuro, riservato, attegiamento un po’ militaresco. È trattenuto nelle sue reazioni, autocritico, dice di sé: Vorrei essere calmo e rilassato.”.
Buona salute, con crisi emorroidarie gravi e crisi lombosciatalgiche altrettanto gravi. Curato sino ad ora con Lycopodium, Thuja, Ferrum metallicum. Un’otomastoidite risolta da Capsicum. Da tempo non assume più rimedi omeopatici.

14 Maggio 2002 – In studio
1. Ho fatto numerosi viaggi ed ho dormito poco, mi sono stressato.
2. Mi è rimasta una tosse secca e stizzosa, scarsa di giorno, ma peggiora la sera per
scomparire di notte. Peggiora al calore del sole. (Già > da Lycopodium).
3. Ho un nervosismo di fondo con facilità alla reazione, litigo con facilità.
4. Non sopporto nulla! Tutto ciò che non coincide con quello che penso.
5. Mi debilita sempre il primo caldo, divento apatico, un calo di tutti gli interessi.
6. Vado poco al bagno, mi sento sempre un po’ gonfio.

Kg. 89. P.A.: 140/90.
Etna lava 200K

18 Giugno 2002 – In studio.
Meglio!
Ancora un po’ di tosse, legata a situazioni di tensione, ma molto scarsa.
Sette giorni fa ho accusato mal di schiena, molto intenso, con sciatica bilaterale, fino a ieri, poi passato (ritorno di sintomo?). Il nervosismo è migliorato, ma è sempre in agguato.

Etna lava 200K

19 Novembre 2002 – In studio
I sintomi che avevo sono scomparsi. Ora sono molto stanco, troppo.
Poco appetito, addome gonfio, anche una certa stitichezza.

Noto che ha un’eruzione puntiforme al palmo delle mani, anche vescicole, senza prurito. Il peso è aumentato, Kg 92,3; la P.. è rimasta bassa, 120/75 mm/Hg.
Etna lava MK
IL 3 Marzo 2003, telefonicamente, per un riaffacciarsi della sintomatologia, prescrivo: Etna lava XMK.

Caso n° 5
Uomo di 43 anni.
– Emorroidi recidivanti
– Sinusite cronica
– Dolori reumatici diffusi
– Rinite allergica primaverile

Il paziente è in terapia da numerosi anni. Con l’Omeopatia ha risolto bronchiti ricorrenti, crisi di orticaria e si è mantenuto in buono stato di salute generale. Viene in visita circa due volte l’anno, quando percepisce di aver bisogno di aiuto. L’ultima prescrizione risale a 7 mesi prima, Calcarea arsenicosa 200K, per astenia, dolori diffusi e difficoltà respiratoria, con ottimi risultati. È un paziente molto controllato, che riferisce i suoi sintomi con calma e precisione; scuro di carnagione e di capelli, sovrappeso.

8 Ottobre 2002 – In studio
1. Ho una tosse che dura da parecchio, fastidiosa, con secrezione tutte le mattine.
2. Ho una rabbia molto intensa a causa dell’impegno sul lavoro e del poco guadagno, ho rabbia verso che guadagna di più e se ne frega.
3. Sono rallentato, trattenuto, recrimino, ma ho sempre la sensazione che qualcosa mi blocchi.
4. È una cosa che mi fa ruminare dentro, molto; ne sento quasi il suono, divento livido, la pelle diventa come di cera, grigiastra.
5. Divento duro e rigido.
6. Tutto è molto profondo e viene da dentro.
7. Ho disagio al supermercato, nei luoghi chiusi, affollati, ampi, a causa della quantità di stimoli.
8. Sento come delle fitte al cuore e la sensazione che il cuore si dilati. Quando ho molto livore, come se avessi un’emorragia in qualche parte del corpo, anche alla testa, alla nuca in particolare.
9. Ho avuto crampi tutta l’Estate, la parte posteriore delle gambe.

Alla visita trovo lingua coperta da una spessa patina; Kg 76.6; P.A.: 110/80. Il paziente tossisce frequentemente.
Etna lava 200K – Pochi globuli in bocca.

21 Ottobre 2002 – Via e-mail
Visto che non riesco a telefonarti, approfitto per dirti qualcosa sul dopo rimedio:
– rimedio preso Martedi 8.
– Mercoledì 9, dopo una camminata (non molto diversa da quelle che faccio
usualmente) entro in un locale e inizio a sudare moltissimo, fronte imperlata, collo – zuppo, camicia che piano piano mostrava macchie sempre più ampie di sudore…. la gente si girava a guardarmi … il tutto è passato dopo circa 10 minuti.
– Dopo 3-4 giorni è scomparsa la “tossetta” e la secrezione mattutina.
– Alterno momenti in cui sento calore ad altri dove percepisco freddo molto interno.
– Avverto sempre un pò di tensione muscolare ma di minore intensità.
– Mi sembra di incazzarmi di meno… quando accade avverto perfettamente la
sensazione di “sangue alla testa”.
– Sudore e urina puzzolenti.

4 Marzo 2003 – In studio
L’impressione netta che ricevo dal rivedere il paziente è di una maggiore leggerezza, fortemente contrastante con la cupa pesantezza della visita precedente.
Giorni fa ha chiamato per un’influenza febbrile con sintomatologia prevalentemente reumatica, guarita velocemente da Rhus toxicodendron.
Dopo pochi giorni la tosse è scomparsa e non è più tornata.

Non sento più quella compressione… meno rabbia… era come un fuoco in testa. Gestivo bene le tensioni in casa, avevo più energia, più tranquillità, più determinazione. Sono stato bene per 3 mesi, ora mi sento come vampirizzato dal lavoro.
Ho bisogno di contatti, di tante cose, ma non le faccio, anche se non mi sento più rallentato. A volte mi sento svuotato, come se non avessi più energie dentro di me, i muscoli sgonfi, come se non avessi sangue, nulla di vitale.
Sta tornando la rabbia, ricomincia a rimuginare dentro.
Dopo l’influenza è rimasta la tosse, forte, con secrezione al mattino.
Per molti giorni ho sofferto di un dolore intenso sotto le ultime costole a sinistra. Sudore ad ascelle, nuca, fronte. Dolori alle ginocchia e fascia lombare.

Kg 72,8 (circa Kg 4 in meno). P.A.: 120/80.
Etna lava 200K – Pochi globuli in bocca.

7 Maggio 2003 – Via e-mail
Ti volevo dire che la cura è andata bene.
Dopo aver preso il rimedio nei giorni seguenti è sparita di nuovo la tosse, sono migliorati i dolori articolari e è migliorato molto l’umore.
La sensazione è quella di di sentirmi in forze e poter fare molte cose, a volte in modo un pò eccessivo…. questo è durato per una ventina di giorni poi l’effetto ha avuto un calo. L’idea che mi sono fatto è che questo rimedio mi dà una carica forte iniziale (forse anche troppo), ma di breve durata.
Notavo anche che quest’anno ho avuto pochissimi fastidi dovuti dai vari pollini.
Ora mi sento abbastanza bene, sono però sempre molto stanco, a volte inconcludente, ho la sensazione di stare vicino alla svolta, ma mi manca l’ultima spintarella…
Sogno molto (terremoti, crolli di palazzi, io che sono su di un cavallo nero che ad un certo punto mi disarciona e rampa contro di me – il cavallo è possente e il suo occhio è spaventoso – lui corre e non capisco se lo rincorro per prenderlo o scappo da lui).
Cosa fare???

21 Giugno 2003 – In studio
Il paziente è visibilmente stanco, ma ha un buon aspetto ed è più sciolto e disinvolto nel parlare, sorridente, senza più l’ottundimento di un tempo.
Ora sono in discesa, sono stanco, ho fatto tante cose. Sudo alla nuca, molto, a tutta la testa; sento come un calore in testa, come se la testa dovesse saltare, come un tappo. La tosse a tratti tornava, ma lieve, ora non c’è più. Stando a letto ho la sensazione che la saliva mi vada di traverso e mi soffochi ed inizio a tossire. Rabbia ed amarezza perché ho lavorato molto e non ho guadagnato abbastanza (intensamente turbato). Trattengo le mie reazioni, borbotto, sono lento e rancoroso. Ho avuto i muscoli sciolti e senza crampi, ora stanno tornando di nuovo. I dolori lombari non ci sono. La spalla sinistra traumatizzata non mi fa più male, ma è guarita lentamente, solo due settimane fa. Da due giorni ho nausea e vertigini.
Etna lava MK – Pochi globuli in bocca

Biotipo n° 3 – Il vulcano in fase di attività.
Persone eccitate, agitate, ottimiste fino all’euforia, con rossore in viso e calore; affannate, con dermatiti, disturbi digestivi ed ipertensione arteriosa.

Caso n° 6
Uomo di 32 anni.
– Ipertensione arteriosa
– Dermatite seborroica
– Gastroesofagite
– Infiammazioni recidivanti delle vie aeree
– Sindrome ansiosa

Paziente in terapia da circa due anni, curato con Thuja occidentalis, Lachesis mutus, Kalium carbonicum; una broncopolmonite con Bryonia; Aconitum nella fasi iniziali degli episodi acuti. Sospeso ENAPREN all’inizio della terapia. Il paziente si presenta sovrappeso, vivace, allegro, agitato, parla velocemente mangiandosi le parole, in viso è costantemente congesto ed arrossato, altre alla colorazione dovuta alla dermatite.
Ascoltandolo con cura si comprende come a tanta apparente vitalità non corrisponda affatto un buon livello di energia e di salute, ammala spesso ed anche con una certa intensità; notevole l’ansia, in particolare di anticipo.
Con la terapia ha sempre riscontrato giovamenti rilevanti, ammalando più raramente, ma il meccanismo di base, questa forma di debolezza agitata, rimane sempre intatto, confermato dalla pressione arteriosa sempre elevata. In sostanza il Paziente presenta sempre lo stesso attegiamento, con un ottimismo fuori luogo ed un’incapacità ad essere tranquillo che reputo la base della sua condizione patologica.

16 Gennaio 2003 – In studio
1. Sto bene, molto bene, fino a 15 giorni fa non avevo più avuto nemmeno una rinite. Il 24/12 stavo proprio male, presi Aconitum che mi face passare tutto.
2. Da circa 15 giorni ho un disturbo particolare, mi brucia lo stomaco ed anche il colon, insieme a giramenti di testa e la sensazione che il mondo sia distante. Tutto è attutito, ovattato.
3. Mi sento anche un po’ stanco.
4. Tempo fa ho avuto notizia di parenti ammalati gravemente.
5. Sono freddoloso, ma sudo alla minima attività. Soffro di freddo ai piedi.
6. Il paziente parla sempre velocemente, mangiandosi le parole, con affanno,
eccitazione, fino al sudore, uno stato col quale cerca di camuffare ansietà e paure.

Peso Kg. 86.8 P.A.: 150/100 mm/Hg
Etna lava 200K + Lachesis mutus 35K

Gli metto direttamente in bocca pochi granuli del rimedio e gli chiedo di tornare fra 7 giorni per verificare il risultato.

23 Gennaio 2003 – In studio
Finalmente il suo aspetto è cambiato, non è più congesto, il colorito del viso è roseo, quasi pallido, è calmo, parla lentamente, a tratti malinconico.
L’ultima volta, non appena uscito dallo studio, peggiorarono sia il mal di testa che le vertigini. La sera è tornata la sensazione di distanza dalle percezioni, molto accentuata, durata per due giorni. Poi ho avuto formicolii in cima alla testa, che era come addormentata, al collo, ad una mano, anche questa sensazione per due giorni. Era come essere fuori dal mondo, una sensazione molto brutta. Poi tutto è passato.
Ora ho alti e bassi, a volte sto bene, altre ho qualche giramento; sono sonnolento. Il bruciore allo stomaco è completamente passato.
Ho la sensazione che l’occhio sinistro sia più gonfio.
P.A.: 120/90 mm/Hg. Lachesis mutus 35K

Gli chiedo di tornare ancora fra 7 giorni.

30 Gennaio 2003 – In studio
Non ho vertigini, da due giorni tornato il formicolio alla testa e alla nuca. Etna lava MK (pochi globuli in bocca) + Lachesis 35K X 2/die.

25 Giugno 2003 – Telefonica
P.A.: 125/90.
Non avendo più avuto notizie del paziente decido di contattarlo per valutare la possibilità di inserire il suo caso nel seguente lavoro. Mi risponde, sorpreso, affermando che è stato sempre bene, senza nessun problema, compresa la P.A. di cui la diastolica non ha mai superato i 90mm/Hg. Ricordo che le frequenza di sindromi virali era elevata, circa due episodi al mese. Inoltre non ha sofferto di disturbi gastroesofagei, la dermatite è lieve.

Caso n° 7
Donna di 73 anni.
– Ipertrigliceridemia
– Dispepsia epato-biliare
– Ipertensione arteriosa
– Miositi e tenosinoviti ricorrenti
– Nevralgia del trigemino

Paziente in terapia da 14 anni. Il livello di trigliceridi ha sfiorato 1.600 mg/dl, senza scendere mai sotto i 600. Aveva inizialmente segni di ischemia miocardica ed intossicazione da farmaci. Attulmente la paziente gode di discreta salute, non necessita di farmaci differenti dagli omeopatici, il livello di trigliceridemia è sempre elevato, anche se molto minore che in passato. Sono stati prescritti vari rimedi.
Si presenta vivace, colorita in viso, a volte francamente rossa, eccitata, loquace, ottimista e fiduciosa.

30 Aprile 2003 – In studio
L’ultima prescrizione fu Glonoinum 200K e risale a 6 mesi or sono. Sono state fatte altre prescrizioni telefoniche, rare.
1. Mi sento bene.
2. Ho sempre un po’ di dolori muscolari, alle braccia ed alle spalle.
3. Muovendo la gamba sinistra il polpaccio diventa come marmo, rigido, dolente.
4. Ho avuto qualche mal di testa, da un lato.
5. Ho avuto crisi di nevralgia del trigemino, a destra, migliorata con Glonoinum 35K. 6. Ho avuto meno scariche di diarrea, e non più gialle come un tempo.
7. La sera sto sempre meglio, faccio sempre tante cose.
L’addome della paziente si presenta enormemente disteso, come sempre, ma trattabile e non dolorabile alla palpazione.
P.A.: 160/100 mm/Hg.
Etna lava 200K + Glonoinum 35K X 2/die X 60 giorni

Il giorno seguente la paziente mi chiama allarmata, cosa per lei assai inusuale, dicendomi che ha avuto scariche di diarrea e poi chiazze su tutta la pelle con tantissimo prurito, che mi svegliano tutte le mattine alle 5.
Glonoinum 35K 2gr./4h.

Il giorno seguente chiama ancora, sempre più preoccupata, dicendo che è invasa, come quando fu intossicata dai farmaci, tanti anni fa.
Giorni dopo racconta: le chiazze erano rosse e bruciavano, sembrava fuoco; poi ho avuto diarrea per 2 giorni, ora sto bene.
Le chiedo nuovi dosaggi ematici fra circa un mese, confidando in un miglioramento.

25 Giugno 2003 – Telefonica
Decido di richiamare la paziente per avere sue notizie, contrariamente al solito in cui la situazione richiedeva costantemente aggiustamenti e prescrizioni. La Pz. mi riferisce di stare notevolmente bene nonostante il caldo che abitualmente non sostiene; la P.A. è normale e non accusa altri sintomi. Le chiedo un prelievo per il dosaggio della trigliceridemia, che purtroppo non avrò il tempo di registrare in questo documento.

SINTOMI PATOGENETICI INVOLONTARI

Oltre ai casi riportati altri pazienti hanno ottenuto benefici dal rimedio, prescritto in base alla similitudine con i sintomi sperimentali. Alcuni di questi pazienti, a causa di eccessive somministrazioni o più semplicemente per la loro particolare recettività alla sostanza, hanno sviluppato sintomi patogenetici di forte intensità, talvolta in modo drammatico, confermando con la loro sofferenza la veridicità del Proving.
Etna lava, alle dosi 30CH e 200K, tramite gli sperimentatori, ha prodotto sintomi in tutti gli organi ed apparati. I casi clinici esposti sin qua confermano questo fatto, ma non evidenziano a sufficienza la sintomatologia prodotta a livello dell’apparato urinario e locomotore, particolarmente ricca. A seguire riporto brevemente le vicende di due pazienti che hanno, loro malgrado, riprodotto tale potenzialità patogenetica del rimedio.

Caso n° 8
È il caso di un uomo di 40 anni, sofferente di spondilolistesi con dolori lombari, balanite cronica e sindrome ansioso-depressiva. I problemi alla colonna vertebrale hanno tenuto il paziente bloccato a lungo a causa dei dolori, affrontati con numerosi farmaci classici, senza risultati, sfociati poi in una grave depressione, al momento non più così evidente. Riceve una dose unica di Etna lava 200K ed a seguire, visto il buon risultato, gli preparo personalmente una soluzione idroalcolica di Etna lava 200K, da assumere in caso di bisogno. Il paziente rispetta le indicazioni, risolve col rimedio due episodi virali acuti. Nell’Agosto 2002, mentre è in vacanza, assume ancora il rimedio per dolori dorsali, comincia ad accusare un dolore alla spalla sinistra, continua ad assumere il rimedio. Questi i fatti raccontati con le sue parole:
Ho avuto un fortissimo dolore alla spalla sinistra, in Agosto, ho preso il rimedio in gocce, anche molto spesso, ma il dolore peggiorava fino a paralizzarmi, sono dovuto andare al Pronto Soccorso e mi hanno dato antinfiammatori molto potenti.
Più tardi il paziente mi dirà che secondo lui il rimedio che gli ho consegnato era troppo forte ed è stato la causa del dolore. Dolori con queste caratteristiche sono stati rilevati durante il proving, fino a costringere ad antidotare il rimedio.

Caso n° 9
Il Proving di Etna lava è ricco di sintomi dell’apparato urinario, quasi tutti gli sperimentatori hanno registrato l’esigenza di urinare molto spesso e con urgenza.
Il caso riguarda un paziente di 59 anni sofferente per varie patologie, fra le quali un’anomala frequenza urinaria, attribuita erroneamente a varie cause fra cui una stenosi uretrale per la quale avrebbe dovuto essere operato. Il paziente riceve più volte Etna lava 200K, con un marcato beneficio a tutti i livelli. Al ripresentarsi dei sintomi prescrivo Etna lava MK in soluzione idroalcolica, da assumere in 2 somministrazioni al giorno per 3 giorni, dopo adeguata dinamizzazione. Il Paziente racconta che quei 3 giorni furono per lui una specie di inferno, urinò 10 volte per notte, poi, improvvisamente, il sintomo scomparve del tutto. Racconta anche che alcuni giorni dopo l’assunzione andò in alta montagna per una settimana, dove era freddissimo, fattore che accentua fortemente il suo disturbo, e con sua meraviglia la minzione rimase normale.
Quindi il rimedio prima ha accentuato il sintomo, poi lo ha fatto scomparire. Sfortunatamente questa reazione non è stata terapeutica, perché dopo pochi giorni il paziente ha accusato una paresi facciale sinistra da freddo, sintomo già avuto nel passato, ma di tale gravità da non poter essere considerato positivo verso la guarigione.
Ho dovuto ristudiare con cura il caso e prescrivere Cadmium sulphuricum 200K, che lentamente ma completamente ha risolto la difficilissima situazione.

CONCLUSIONI

Il Proving, la Sperimentazione Omeopatica, è uno strumento di ricerca e di apprendimento insostituibile. Durante il suo svolgimento ci si rende conto con chiarezza di come una sostanza, adeguatamente preparata, possa generare con estrema potenza malattie artificiali e quindi fornire sintomi in grado di essere guariti dal rimedio stesso quando riscontrati nel malato.
La metodologia del Proving deve essere rigorosa, come Hahnemann stesso ci ha indicato, solo così potremo avere la garanzia che i dati ricavati siano attendibili. Esaminando ripetutamente i casi nei quali si è prescritto il nuovo rimedio, sia quelli guariti, sia quelli parzialmente modificati, sia quelli di pazienti che, loro malgrado, hanno generato sintomi nuovi, si arriva a delineare tipologie per le quali il rimedio può risultare determinante per il recupero della salute, in altre parole essere Il Simillimum.
Nel caso di Etna lava il Proving ed i riscontri clinici hanno inequivocabilmente dimostrato come il rimedio possa risolvere patologie importanti quali: l’ipertensione arteriosa, la rinite allergica, tossi e bronchiti, dolori reumatici, problemi prostatici, gastriti.
La clinica ci suggerisce che il rimedio risulta simile a: Carbo vegetabilis, Glonoinum, Staphisagria, Aurum metallicum, Kalium carbonicum, Kalium sulphuricum, Hepar sulphuris calcareum.
Lo studio di un rimedio, in particolare se nuovo, non può mai dirsi completo. Nel caso di Etna lava abbiamo dati sufficienti perché possa essere preso in considerazione anche dai terapeuti che non hanno partecipato al Proving. I risultati delle loro prescrizioni, se comunicati, arricchiranno le conoscenze sul rimedio, consegnandolo così definitivamente al prontuario di ogni medico omeopatico.

Bibliografia

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12. Sherr J. – Readers Forum, in Homoeopathic Links – 1998, Apr/Jun Vol.11 No 2.
13. Sherr J. & Dynamis School – Dynamic Provings, Vol.I – Dynamis Books, Malvern, 1997.
14. Sherr J. & Dynamis School – The Homeopathic Proving of Chocolate – Society of Homeopaths, Northampton, 1995.
15. Signorini A. – Metodologia di un Proving Omeopatico: Posologia, Durata, Gruppo di Controllo – Fiamo 3° Congresso Nazionale, 12-14 Ottobre 2001.

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